Buoni motivi per non togliere il www dall’URL

June 12th, 2008 at 12:07 am • permalink8 comments

A settembre pubblicai una curiosità che indicava come, secondo l’ICANN, nel 2004 la necessità di digitare www davanti ad un indirizzo internet sia costata ben 25 miliardi di dollari.

Siccome io ho cura del portafoglio dei miei utenti, qualche giorno fa ho deciso di condurre un esperimento e configurare il nuovo sito di ASP Stats Generator in modo tale da indirizzare ogni richiesta inviata al dominio www.asp-stats.com verso asp-stats.com.

Il risultato? Ecco alcuni buoni motivi che forse l’ICANN si è scordato di considerare.

Quante pagine indicizzate?

Cercare il numero di pagine indicizzate per un dominio senza www è praticamente impossibile nel caso in cui siano online dei sottodomini.
Una semplice ricerca per site:asp-stats.com, infatti, restituisce indistintamente sia pagine del livello principale sia pagine dei sottolivelli.

Esistono vari workaround, certamente, ma scrivendo site:www.asp-stats.com ho risolto in principio ogni problema di disambiguazione.

Quanto ho guadagnato con AdSense?

Ipotiziammo che siate dei publisher AdSense. Ipotizziamo inoltre che decidiate di configurare un criterio URL per monitorare quanto sia redditizio il vostro dominio.

Ma… quale dominio usare? Inserendo un criterio per asp-stats.com Google considererà parte del criterio ogni pagina con host *asp-stats.com, inclusi dunque i sottolivelli. Ancora una volta, l’unico modo è avere un dominio www.asp-stats.com da indicare come criterio di monitoraggio URL.

L’utente vuole il www

Per la maggior parte del pubblico non tecnico che circola in rete, i siti internet sono quelle cose che cominciano con www. Avete mai pensato a quanto l’utente possa diffidare di un indirizzo senza www o, più semplicemente, non comprendere che si tratti di un sito web?

Probabilmente, a voi che fate colazione con pane e DNS, questa situazione potrebbe sembrare assurda ma non lo è assolutamente. Utilizzare un dominio senza www per un sito non tecnico è potenzialmente rischioso in termini di riscontro dell’utente.

La forza dell’abitudine

Potrebbe capitare poi che, come il sottoscritto, vi dimentichiate che la configurazione è cambiata con il rischio di invalidare il funzionamento di servizi e prodotti correlati.

In conclusione

Non so voi, ma ho idea che io continuerò a mettere online siti www-muniti.

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Comments

Ciao Simone, prova questo :)
http://www.google.it/search?hl=it&rlz=1T4GGLR_itIT267IT268&q=site:asp-stats.com+-svn.+-trac.&start=0&sa=N

Cmq, mai fidarsi dal site: :)

Quanto guadagno con AdSense? beh lasciamo perdere :D Cmq, se sai quanto guadagnano i sottodomini…

Si possono, anzi si devono usare tutti 2 (con e senza www) fin che si arriva al quarto punto del tuo post: l’abitudine.

Prova questo: http://cartasi.it :(

Saint Andres says:

Il brutto è che in molti casi per molte piattaforme blog (tipo blogger) non c’è il www di default. Lo puoi mettere ma anche fare completamente a meno.

Angelo says:

In effetti si.. ma credo sia un discorso riferito più ai siti, che ai blog..
Di fatto l’utente medio per sito intende proprio “quella cosa che inizia con www”..
ma dipende anche dal target a cui si rivolge..

CIao Jonnie,
che piacere sentirti :)

Sì, conosco quella sintassi ma credo converrai con me che diventa scomoda man mano che i sottodomini aumentano.
Inoltre, non è scalabile. Se io creo un tool oggi devo essere a conoscenza ogni volta che aumenta un sottodominio.

Angelo, secondo me sito o blog non c’è distinzione.
Diverso è, ad esempio, il caso di blogspot. I blog ospitati sono già in un sottolivello quindi il problema non si pone. :)

a livello di usabilità non sono molto convinto che il www iniziale sia così importante per l’utente (specie quelli che arrivano da google, cliccano e basta, figuriamoci se guardano l’url).

cmq non trovo risorse in merito tranne un articolo di Giacobino Nielsen che sostiene che gli url debbano essere corti (il che giustificherebbe anche la proposta di ICANN).

gli altri argomenti non mi sembrano poi così forti.

ultimamente anch’io sto pensando a togliere il www per un sito mio, anche perchè non credo che utilizzerò mai sottodomini e lo trovo più elegante a livello di stile (trovo anche molto più usabile il cartasi.it, se solo funzionasse!).

certo quelli di ginevra potevano tranquillamente creare il protocollo www:// (altro che icann!) :-)

Caro Simone, sono ancora “vivo” :)

Certo, su kijiji non si potrebbe usare quella sintassi :D

Sono d’accordo con Alberto, è molto più elegante. Non è poi così difficile usare tutti due (con e senza www) sodisfando tutti i tipi di utenti.

Andrea Vit says:

Concordo con Alberto e Johnnie sulla questione utente: URL corte sono da preferire (IMHO). Dal mio punto di vista, inoltre, potrebbe essere utile non diversificare il comportamento del sito a seconda che un utente digiti la versione senza o con www. Reputo sintomo di poca attenzione per l’utente la mancata redirezione e la visualizzazione di una 404 se si digita la versione errata.

gasmor says:

Il www, come dice il quarto punto di Simone, è insito nelle persone, è una sorta di elemento inscindibile da un sito.
A mio avviso la cosa migliore da fare è permettere all’utente di entrare sia con che senza www ma lasciare ai motori le url con il www ed effettuare un semplice redirect quando un utente digita l’url senza il www.
Volevo dire una cosa semplicissima ma mi sa che mi sono incartato con tutti questi http://www...

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