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	<title>Simone Carletti&#039;s Blog &#187; Hosting / Domini</title>
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	<link>http://www.simonecarletti.it/blog</link>
	<description>Un piccolo spazio nel web con approfondimenti su programmazione, feed, motori di ricerca e marketing.</description>
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		<title>Anteprima Ruby Whois 0.8.0</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2009/09/anteprima-ruby-whois-0-8-0/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Sep 2009 11:21:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hosting / Domini]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Anteprima della libreria Ruby Whois 0.8.0: installazione ed utilizzo delle funzionalità principali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2953" title="Whois" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/whois-150x150.png" alt="Whois" width="150" height="150" />I lettori italiani che seguono anche la <a href="http://www.simonecarletti.com/blog/">versione inglese</a> del blog spero non si offenderanno per questo <a href="http://www.simonecarletti.com/blog/2009/09/ruby-whois-preview-answer-and-parser/">crossposting</a>. Ci tengo però a segnalare che è da qualche giorno disponibile l&#8217;anteprima della nuova versione della <a href="http://code.simonecarletti.com/whois">libreria Whois per Ruby</a>.</p>
<p>Per chi non lo conoscesse, <a href="http://code.simonecarletti.com/whois">Whois</a> è una libreria per Ruby che offre la possibilità di eseguire <strong>query WHOIS</strong> per tutti i domini attualmente disponibili, così come indirizzi IPv4 e IPv6. La libreria è multipiattaforma, dunque compatibile con Linux, MacOsX e Microsoft Windows.</p>
<p>E&#8217; possibile utilizzarla sia attraverso Ruby sia via command line. Una volta installata la gem, infatti, viene messo a disposizione un eseguibile chiamato <code>ruby-whois</code>. Il suo utilizzo è molto semplice:</p>
<pre class="code-bash">$ ruby-whois "google.com"</pre>
<p>Se per gli utenti di Linux e MacOsX questo si somma ad altri clienti disponibili come il famossissimo whois client scritto in C per Debian, per gli utenti Microsoft Windows questa libreria rappresenta una delle soluzioni più potenti disponibili.<span id="more-2952"></span></p>
<p>Ma le vere potenzialità di <a href="http://whois.rubyforge.org/">Whois</a> non stanno nella command line bensì nelle API offerte attraverso Ruby. In particolare, la nuova versione permette di accedere con una sintassi object oriented alle singole proprietà di una risposta WHOIS.</p>
<pre class="code-ruby">a = Whois.query "simonecarletti.it"

# informazioni sul server
a.server.allocation
# =&gt; ".it"
a.server.host
# =&gt; "whois.nic.it"

# informazioni sul dominio
&gt;&gt; a.created_on
=&gt; Mon Aug 27 09:32:27 +0200 2007
&gt;&gt; a.expires_on
=&gt; Fri Aug 27 00:00:00 +0200 2010

# aggregazione di informazioni complesse
&gt;&gt; c = a.registrant
=&gt; #&lt;struct Whois::Answer::Contact id="SC19264-ITNIC", name="Simone Carletti", organization=nil, address=nil, city=nil, zip=nil, state=nil, country=nil, country_code=nil, phone=nil, fax=nil, email=nil, created_on=nil, updated_on=nil&gt;
&gt;&gt; c.name
=&gt; "Simone Carletti"
&gt;&gt; c.email
=&gt; nil</pre>
<p>La libreria è disponibile come gem per Ruby. La nuova versione sarà rilasciata a giorni. E&#8217; possibile provare l&#8217;anteprima scaricando la gem <a href="http://ruby-whois.googlegroups.com/web/whois-0.8.0.20090927103917.gem">da qui</a> ed installandola con il comando</p>
<pre class="code-bash">gem install whois-0.8.0.20090927103917.gem</pre>
<p>Per utilizzare efficacemente <a href="http://whois.rubyforge.org/">Whois</a> è necessaria una conoscenza base di Ruby. Se ancora non lo conoscete, <a href="http://twitter.com/srinzivillo/status/4081018676">non è mai troppo tardi</a>.</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2008/05/ruby-wwwdelicious/' rel='bookmark' title='Ruby WWW::Delicious'>Ruby WWW::Delicious</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2007/09/php-vs-ruby/' rel='bookmark' title='PHP vs Ruby'>PHP vs Ruby</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2006/09/hosting-gratuito-per-ruby-on-rails/' rel='bookmark' title='Hosting gratuito per Ruby on Rails'>Hosting gratuito per Ruby on Rails</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Hosting per Ruby on Rails</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2009/02/hosting-per-ruby-on-rails/</link>
		<comments>http://www.simonecarletti.it/blog/2009/02/hosting-per-ruby-on-rails/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 20:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hosting / Domini]]></category>
		<category><![CDATA[hosting]]></category>
		<category><![CDATA[rails]]></category>
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		<category><![CDATA[vps]]></category>

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		<description><![CDATA[Requisiti fondamentali per l'acquisto di un hosting per Ruby on Rails ed elenco dei principali provider disponibili.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questo post vorrei raccogliere qualche dettaglio in merito alla <strong>scelta di un hosting</strong> per ospitare un progetto in Rails. Avevo già introdotto l&#8217;argomento in tempi non sospetti con l&#8217;articolo <a href="http://www.simonecarletti.it/blog/2006/09/hosting-gratuito-per-ruby-on-rails/">hosting gratuito per Ruby on Rails</a>, lo riprendo oggi ad un paio d&#8217;anni di distanza pubblicando alcuni contributi personali.</p>
<p>La prima parte dell&#8217;articono contiene alcuni consigli e considerazioni in merito alla scelta di un hosting per Rails. La seconda parte è invece una <strong>lista dei principali hosting per Ruby on Rails</strong> disponibili.<br />
<span id="more-2379"></span></p>
<h2>Considerazioni per la scelta di un hosting per Rails</h2>
<p>Prima di lavorare attivamente con Ruby e Rails la mia esperienza sul web aveva riguardato soprattutto progetti in PHP e ASP. Per questo tipo di applicazioni, molto spesso è sufficiente creare il progetto e pubblicarlo online senza troppe pretese aggiuntive. Scegliere tra un hosting, un <acronym title="Virtual Private Server">VPS</acronym> o altre soluzione è quindi spesso questione di costi ed esigenze.</p>
<p><strong>Con Rails il discorso è un po&#8217; diverso</strong>. Anche se la recente introduzione di soluzioni come mod_rails permettono un deploy relativamente agevolato, <strong>non è raro aver necessità di accedere alla console di amministrazione del server</strong> per creare un utente, installare una GEM, compilare una libreria o eseguire azioni di amministrazione. Non è quindi un caso che nella lista di provider che segue sono molto limitati i piani di hosting condiviso, ammesso che non offrano un accesso da shell.</p>
<p>Inoltre, sebbene Ruby e Rails supportino diverse versioni del sistema operativo Microsoft Windows, utilizzare Rails su un server Windows è un&#8217;abitudine rara. Praticamente tutti gli strumenti a disposizione per migliorare e monitorare un&#8217;applicazione Rails, da Capistrano a God passando per altre popolari GEM, si basano sul requisito fondamentale che l&#8217;applicazione disponga di un accesso SSH ed una shell di tipo POSIX. Non è scopo di questo post entrare troppo nei dettagli del tipo di server, quindi concluso consigliandovi vivamente di <strong>non utilizzare mai server Windows per un progetto Rails</strong>.</p>
<p>Navigando alla ricerca di soluzioni per Rails mi è capitato spesso di impattermi in provider apparentemente compatibili con Rails che spesso offrivano poco più di un pannello di controllo standardizzato come <strong>CPanel e qualche caratteristica Rails-oriented</strong>. Diffidate da questi provider! Nella mia esperienza, ogni provider seriamente coinvolto con Rails è normalmente specializzato in questo tipo di soluzioni e non offre centinaia di altri servizi. Inoltre, a memoria non ricordo un hosting specifico per Rails che utilizzi CPanel o i classici pannelli di controllo che siete abituati ad utilizzare ad esempio con PHP. Spesso si tratta di pannelli di controllo personalizzati, scritti apposta per venire in contro alle esigenze di Ruby e Rails.</p>
<h2>Requisiti di un hosting per Rails</h2>
<p>Come anticipato, ci sono alcuni <strong>requisiti</strong> che un hosting che si dichiara Rails-compatibile non può non offrire. Tutte le soluzioni proposte di seguito supportano pienamente i seguenti requisiti.</p>
<ul>
<li>Sistema operativo Unix-based</li>
<li>Supporto per Ruby e Rails</li>
<li>Accesso SSH via shell (no Jail-shell)</li>
<li>Possibilità di installare GEM</li>
<li>Possibilità di configurare in modo flessibile virtual host</li>
<li>Supporto per un sistema di versioning (almeno Subversion)</li>
<li>Supporto database MySQL e/o PostgreSQL (eventualmente SQLite3 per test)</li>
<li>Supporto Passenger (mod_rails) e/o FastCGI e/o Mongrel</li>
</ul>
<p>Alcuni di questi requisiti non sono soddisfatti nativamente ma grazie all&#8217;account SSH è possibile installare nella propria home directory eventuali requisiti mancanti.</p>
<h2>Tipi di Hosting per Rails</h2>
<p>Fino ad ora ho continuato ad utilizzare il termine hosting in modo improprio. Per i motivi sopra anticipati, infatti, difficilmente possiamo parlare di hosting per Rails così come normalmente lo si intende ad esempio per PHP. E&#8217; molto probabile che il vostro progetto Rails sarà <strong>ospitato su un piano frazionabile</strong> o, nella maggior parte dei casi, su un <strong><acronym title="Virtual Private Server">VPS</acronym></strong> o <strong>server fisico</strong>.</p>
<p>Nella lista seguente non cercate dunque un provider di hosting ma valutate la soluzione più adatta alle voste <strong>esigenze in termini di risorse, costi e capacità</strong>. Molte soluzioni vi daranno ampia libertà di azione ma richiedono quindi anche <strong>competenze di sysadmin</strong> poiché sarà affidato a voi il compito di installare e configurare attraverso shell il webserver e/o eventuali virtual host.</p>
<p>Spero mi scuserete ma per comodità continuerò ad utilizzare anche in seguito il termine hosting per riferirmi ad un provider che offra servizi per il deploy di un&#8217;applicazione Rails.</p>
<p>Senza perdere altro tempo, ecco la lista di <strong>provider certificati per Ruby on Rails</strong>. Alcuni di questi ho avuto modo di provarli direttamente, per altri mi sono invece attenuto alle numerose considerazioni raccolte frequentando forum, mailing list e conferenze Rails.</p>
<p>(1). Provato di persona.</p>
<h2>Hosting non gestiti per Ruby on Rails</h2>
<p>Difficile trovare un termine corretto per classificare questi provider. Alla fine ho scelto il termine &#8220;non gestiti&#8221; per distinguerli da quelli che offrono servizi e consulenza integrata per Rails. Attenzione, questo termine non è riferito al mancato supporto da parte del provider che è comunque sempre presente ed in quasi tutti i casi ha competenze specifiche legate alla risoluzione di problemi su Rails.</p>
<p>I provider seguenti offrono nella maggior parte dei casi <strong>eccellenti soluzioni per Rails</strong> ed offrono ampia flessibilità ma questo richiede che il cliente abbia competenze di sysadm e gestione di un server per configurare al meglio la propria macchina.</p>
<h3>Unbit</h3>
<p><a href="http://bit.ly/bIARf8"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3226" title="Unbit Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/unbit-logo-150x55.png" alt="Unbit Logo" width="150" height="55" /></a> Unico provider italiano che mi sento di citare parlando di Ruby on Rails, <a href="http://bit.ly/bIARf8">Unbit</a> si è da sempre distinto per offrire servizi di qualità <em>anche</em> per soluzioni Ruby e Python, con pieno supporto a Rails e Django. Non ho mai provato direttamente Unbit ma ne ho sempre sentito parlare molto bene.</p>
<p>Supporta GIT, Subversion e Mercurial, offre accesso SSH, database MySQL e PostgreSQL oltre a numerosi servizi aggiuntivi.</p>
<h3>Slicehost (*)</h3>
<p><a href="http://bit.ly/cHXPFW"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3180" title="Slicehost Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/slicehost-logo-271x87-150x48.png" alt="Slicehost Logo" width="150" height="48" /></a><a href="http://bit.ly/cHXPFW">Slicehost</a> offre <acronym title="Virtual Private Server">VPS</acronym> a prezzi estremamente competitivi. I ragazzi di Slicehost sono particolarmente attenti a Rails così come la comuniti che si è formata intorno. Infatti, Slicehost è diventato uno dei provider <acronym title="Virtual Private Server">VPS</acronym> di riferimento per chi utilizza Rails.</p>
<p>E&#8217; possibile scegliere tra diverse configurazioni <acronym title="Virtual Private Server">VPS</acronym> e numerose distribuzioni Linux. L&#8217;installazione avviene in pochi click ma la configurazione è completamente a carico del cliente, dal web server alle librerie. Si dispone di un completo accesso root al server ed una gestione completa di DNS e della propria slice.</p>
<p>Slicehost è un&#8217;ottima soluzione per una o più applicazioni Rails anche di medio grande dimensioni. In qualsiasi momento è possibile eseguire l&#8217;upgrade di una slice se l&#8217;applicazione cresce ed il consumo di risorse aumenta. Richiede un&#8217;elevata competenza di sysadm ed una buona confidenza con la gestione e l&#8217;amministrazione di Ruby e Rails. L&#8217;area tutorial è piena di articoli per guidarvi nella configurazione del vostro server.</p>
<h3>Linode</h3>
<p><a href="http://bit.ly/bmNEMO"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3225" title="Linode Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/linode-logo-150x32.png" alt="Linode Logo" width="150" height="32" /></a><a href="http://bit.ly/b32CYt">Linode</a> è un altro eccellente provider di <acronym title="Virtual Private Server">VPS</acronym> con ampio supporto a Ruby on Rails e prezzi estremamente interessanti. Il pannello di controllo è estremamente intuitivo e ricco di funzionalità per la gestione del server.</p>
<p>Anche in questo caso è richiesta una buona competenza di sysadm ed una confidenza con Rails in quanto l&#8217;installazione delle librerie necessarie, dal web server al database al linguaggio, è affidata completamente a voi.</p>
<h3>PlanetArgon</h3>
<p><a href="http://bit.ly/dlDFvx"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3229" title="Boxcar Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/boxcar-logo-150x35.png" alt="Boxcar Logo" width="150" height="35" /></a><a href="http://bit.ly/dlDFvx">PlanetArgon</a> offre esclusivamente virtual private server configurati specificatamente per ospitare applicazioni Rails chiamato Boxcar. La piattaforma include Phusion Passenger, Ruby Enterprise Edition, supporto a Mongrel/Nginx, supporto a differenti database ed accesso SSH.</p>
<p>Il prezzo è assolutamente in linea con le altre soluzioni <acronym title="Virtual Private Server">VPS</acronym> presentate con il vantaggio di un&#8217;esperienza specifica per Ruby on Rails e l&#8217;esigenza di non dover configurare da zero il proprio ambiente.</p>
<h3>RailsMachine</h3>
<p><a href="http://bit.ly/c0zaUb"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3231" title="RailsMachine Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/railsmachine-logo-150x26.png" alt="RailsMachine Logo" width="150" height="26" /></a><a href="http://bit.ly/c0zaUb">RailsMachine</a> è un hosting per Rails di lunga data specializzato per offrire servizi dedicati a Ruby on Rails. Se da una parte l&#8217;impegno richiesto per la gestione e l&#8217;amministrazione dei server è minore, dall&#8217;altra il costo è decisamente elevato rispetto agli altri concorrenti proposti in questa pagina.</p>
<h3>RailsPlayground</h3>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3232" title="RailsPlayground Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/railsplayground-logo-150x39.png" alt="RailsPlayground Logo" width="150" height="39" /><a href="http://bit.ly/cdx7j2">RailsPlayground</a> è un altro provider specifico per Rails. Offre soluzioni specifiche per Ruby, Python e PHP che vanno da hosting a server dedicati, inclusi i virtual private server. Ogni account include Trac, SVN ed accesso SSH. Inoltre supporta Passenger (mod_rails) ma anche Mongrel e FastCGI.</p>
<h3>HostingRails</h3>
<p><a href="http://bit.ly/9qwvbh"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3233" title="HostingRails Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/hostingrails-logo-150x24.png" alt="HostingRails Logo" width="150" height="24" /></a><a href="http://bit.ly/9qwvbh">HostingRails</a> offre supporto a Rails inclusa la possibilità di utilizzare Passenger (mod_rails) in combinazione con Ruby Enterprise edition. Quest&#8217;ultima è una caratteristica molto interessante non comune agli altri hoster ma non mi è chiaro se si tratta di un servizio incluso o opzionale.</p>
<p>Inoltre supporta le altre comuni modalità di deployment come Mongrel e FastCGI. E&#8217; possibile scegliere diverse soluzioni, da un piano di hosting avanzato ad un server dedicato, sempre con accesso SSH.</p>
<h2>Hosting gestiti per Ruby on Rails</h2>
<p>A differenza degli hosting non gestiti, le soluzioni che ho (impropriamente) chiamato gestite includono aziende nate attorno a Ruby on Rails, in grado di offrire servizi altamente specializzati su Rails che vanno dall&#8217;ospitare il vostro progetto alla consulenza ed assistenza completa in ogni fase di sviluppo.</p>
<p>Questi provider sono molto di più che semplici hoster. Hanno programmatori specializzati su Rails in grado di individuare problemi e fornirvi soluzioni. In un certo senso è come avere a disposizione del proprio progetto altri programmatori Rails specializzati.</p>
<p>Sono soluzioni generalmente più costose adatte a progetti Rails di grandi dimensioni, spesso sviluppati su cluster di server con esigenza di gestire grandi carichi di utenza.</p>
<h3>EngineYard</h3>
<p><a href="http://bit.ly/a0Y68o"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3234" title="EngineYard Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/engineyard-logo-98x150.png" alt="EngineYard Logo" width="98" height="150" /></a><a href="http://bit.ly/a0Y68o">EngineYard</a> è in assoluto il provider più presente nel mondo Rails. Se bazzicate nell&#8217;ambiente Rails da un po&#8217; di tempo è praticamente impossibile non averne sentito parlare, a meno di non aver programmato da soli su un&#8217;isola deserta insieme a Robinson Crusoe.</p>
<p>Offre soluzioni di alto livello specifiche per applicazioni Rails ad alto traffico. I servizi spaziano a 360°, dalla consulenza alla gestione dei singoli progetti. Tra i suoi clienti annovera nomi del calibro di GitHub, Lighthouseapp, Tender, Uservoice e numerose altri popolari progetti Rails.</p>
<h3>RackSpace</h3>
<p><a href="http://bit.ly/cbrqU0"><img class="alignleft size-full wp-image-20110817-232445.png" title="Logo RackSpace" src="http://share.weppos.net/simonecarletti/rackspace-logo-20110817-232445.png" alt="Logo RackSpace" width="150" /></a><a href="http://bit.ly/cbrqU0">RackSpace</a> è nel campo da molto tempo e rientra in quella gamma di provider che difficilmente avrete esigenza di consultare per applicazioni di medio-basso consumo. RackSpace è specializzato in soluzioni ad elevata esigenza di calcolo incluso il cloud computing.</p>
<p>Recentemente RackSpace ha acquisito Slicehost facendo così il suo ingresso in un mercato meno d&#8217;elite che spesso include aziende di limitate dimensioni o server acquistati da singoli utenti per utilizzi personali.</p>
<h3>Joyent</h3>
<p><a href="http://bit.ly/994oZF"><img class="alignleft size-full wp-image-3236" title="Joyent Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/joyent-logo.png" alt="Joyent Logo" width="108" height="42" /></a><a href="http://bit.ly/994oZF">Joyent</a> è un provider altamente specializzato nell&#8217;offrire servizi orientati alla scalabilità ed applicazioni con elevati requisiti. E&#8217; una delle aziende in assoluto più attive nel campo del cloud computing. Tra le soluzioni proposte include anche servizi specifici per Ruby on Rails, particolarmente rivolti ad esigenze di medio-grandi dimensioni.</p>
<h3>BrightBox</h3>
<p><a href="http://bit.ly/9SsBt9"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3237" title="Brightbox Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/brightbox-logo-150x51.png" alt="Brightbox Logo" width="150" height="51" /></a><a href="http://bit.ly/9SsBt9">BrightBox</a> è un&#8217;azienda estremamente attiva nel mondo Rails, spesso presente a manifestazioni ed eventi anche come sponsor. Offre soluzioni per Ruby e Rails incluso supporto e consulenza. Tutti i piani includono Passenger mentre a partire dal piano 512 è possibile usufruire della piattaforma di monitoraggio offerta da RailsRun grazie ad un accordo tra le due società.</p>
<h2>Hosting compatibili con Ruby on Rails</h2>
<p>Con il termine compatibili vorrei indicare hoster che potenzialmente permettono il deploy di un&#8217;applicazione Rails ma non sono specifici per Ruby on Rails. Questo significa che offrono buona parte dei requisiti elencati ad inizio post ma spesso si tratta di provider generici e di largo consumo che per ovvia esigenza hanno adattato parte dei servizi al supporto Rails. Il loro costo è normalmente inferiore rispetto agli hoster specifici ma allo stesso modo anche il supporto che offrono in caso di problemi riguardanti Ruby e Rails è normalmente minore.</p>
<p>Sono adatti a progetti Rails di piccole dimensioni, in particolar modo se si desidera avere un hoster a disposizione per familiarizzare con Rails prima di decidere di acquistare una soluzione dedicata tra quelle indicate prima. L&#8217;elenco è ordinato per preferenza.</p>
<h3>Dreamhost (1)</h3>
<p><a href="http://bit.ly/bcSHDh"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3240" title="Dreamhost Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/dreamhost-logo-150x29.png" alt="Dreamhost Logo" width="150" height="29" /></a><a href="http://bit.ly/bcSHDh">Dreamhost</a> è uno dei maggiori hoster del mercato oltreoceano. E&#8217; molto popolare grazie all&#8217;offerta di servizi a prezzi estremamente accessibili con numerose funzionalità tipiche di provider di alto livello come un completo accesso via shell ed ampia libertà di personalizzazione del proprio account.</p>
<p>Offre accesso SSH, possibilità di creare più unix user, compatibilità con Ruby e Rails incluso il supporto a Passenger (mod_rails). Quest&#8217;ultima caratteristica è particolarmente determinante poiché si tratta della modalità attualmente più semplice e performante per il deploy di un&#8217;applicazione Rails. Purtroppo è un hoster molto affollato e spesso è possibile imbattersi in problemi di performance e rallentamenti dell&#8217;applicazione.</p>
<p>Adatto per applicazioni di piccole dimensioni, ottimo per prendere familiarità con Rails e con la gestione di un account unix. Offre un pannello di controllo personalizzato ma vi ritroverete ad eseguire buona parte delle configurazioni via SSH.</p>
<h3>Site5 (1)</h3>
<p><a href="http://bit.ly/c9siNI"><img class="alignleft size-full wp-image-3241" title="site5 Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/site5-logo.png" alt="site5 Logo" width="142" height="70" /></a><a href="http://bit.ly/c9siNI">Site5</a> non è un provider specifico per Ruby on Rails ma ha saputo ricavarsi una discreta fetta di mercato garantendo una serie di servizi essenziali anche per il deploy di un progetto Rails. Dispone di un piano Web Hosting e Reseller ma il primo non è indicato al nostro scopo. I prezzi sono interessanti e quasi sempre è possibile approfittare di un&#8217;offerta in grado di ridurre sensibilmente il costro d&#8217;acquisto.</p>
<p>Offre l&#8217;accesso SSH configurabile ma la gestione dello spazio e degli account avviene attraverso pannello reseller di CPanel e questo, nel caso di un progetto Rails, è sensibilmente penalizzante. Nonostante offra il modulo Rails per CPanel, loro stessi suggeriscono di configurare l&#8217;applicazione via FastCGI. La configurazione richiede competenze sysadm e potrebbe non essere alla portata di tutti.</p>
<p>Ideale nel caso in cui si voglia utilizzare un piano frazionabile per altri scopi, ad esempio applicazionei PHP, e contemporaneamente sperimentare con Rails.</p>
<h3>BlueHost</h3>
<p><a href="http://bit.ly/9F4P7A"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3243" title="Bluehost Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/bluehost-logo-150x42.png" alt="Bluehost Logo" width="150" height="42" /></a><a href="http://bit.ly/9F4P7A">BlueHost</a> non è un provider specifico per Rails, tuttavia supporta la configurazione di un&#8217;applicazione Rails e dispone di alcuni requisiti essenziali come l&#8217;accesso via shell.</p>
<p>Purtroppo la gestione dell&#8217;account, come per Site5, avviene via CPanel complicando inutilmente il deploy di un&#8217;applicazione. Inoltre non supporta Passenger (mod_rails) dunque è possibile utilizzare un&#8217;applicazione Rails solo via FastCGI.</p>
<h3>LunarPages</h3>
<p><a href="http://bit.ly/cgj4xl"><img class="alignleft size-full wp-image-3244" title="Lunarpages Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/lunarpages-logo.png" alt="Lunarpages Logo" width="145" height="43" /></a><a href="http://bit.ly/cgj4xl">LunarPages</a> offre diverse soluzioni tra le quali anche il supporto a Rails. Purtroppo, anche in questo caso il deploy è possibile solo via FastCGI. Inoltre, l&#8217;accesso SSH è opzionale e richiede un costo mensile aggiuntivo.</p>
<h3>HostGator (1)</h3>
<p><a href="http://www.simonecarletti.it/blog/out/hostgator"><img class="alignleft size-full wp-image-20110817-233629" title="Logo Hostgator" src="http://share.weppos.net/simonecarletti/hostgator-logo-20110817-233629.png" alt="Logo Hostgator" width="150" /></a><a href="http://www.simonecarletti.it/blog/out/hostgator">HostGator</a> è un altro provider internazionale che ha deciso di mettere a disposizione alcuni servizi per Rails. Purtroppo offre solo accesso tramite JAIL shell ed i moduli per Rails preinstallati in CPanel. Onestamente non è una soluzione che consiglierei per un&#8217;applicazione Rails.</p>
<h3>Hostmonster</h3>
<p><a href="http://bit.ly/9cHRMa"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3246" title="Hostmonster Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/hostmonster-logo-150x37.png" alt="Hostmonster Logo" width="150" height="37" /></a><a href="hhttp://bit.ly/9cHRMa">Hostmonster</a> come HostGator è un hoster generico che offre alcune caratteristiche utili per un&#8217;applicazione Rails cone accesso via shell. Trattandosi di un hoster molto generico, il verdetto è lo stesso di HostGator.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Come avrete intuito, la scelta di un hosting per un progetto Ruby on Rails non è immediata. E&#8217; necessaria una buona conoscenza del framework e dei suoi requisiti per un corretto funzionamento.</p>
<p>Per chi è alle prime armi o in fase di studio, consiglio di cominciare con un provider di test per familiarizzare con il framework e le sue caratteristiche per poi eseguire il passaggio ad un provider dedicato in base all&#8217;esigenze del prodotto.</p>
<p>Per chi è alla ricerca di un provider serio per il deploy di un&#8217;applicazione professionale la scelta specifica è d&#8217;obbligo. A seconda delle proprie competenze ed esigenze è possibile dedicarsi completamente ad un&#8217;azienda che offra anche consulenza oppure procedere alla configurazione ed amministrazione in proprio di un server o <acronym title="Virtual Private Server">VPS</acronym>.</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2006/09/hosting-gratuito-per-ruby-on-rails/' rel='bookmark' title='Hosting gratuito per Ruby on Rails'>Hosting gratuito per Ruby on Rails</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2006/02/hosting-di-qualita/' rel='bookmark' title='Hosting di qualità'>Hosting di qualità</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2011/02/libri-ruby-on-rails-in-italiano/' rel='bookmark' title='Libri Ruby on Rails in italiano'>Libri Ruby on Rails in italiano</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Domini web: chi prima arriva prima alloggia</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/12/domini-web-chi-prima-arriva-prima-alloggia/</link>
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		<pubDate>Tue, 12 Dec 2006 18:33:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hosting / Domini]]></category>
		<category><![CDATA[feedburner]]></category>
		<category><![CDATA[technorati]]></category>
		<category><![CDATA[yahoo]]></category>

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		<description><![CDATA[Come immaginavo, alla fine, qualcuno ha scelto di registrare technorati.it e feedburner.it ma attenzione: Yahoo.it insegna...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quando a gennaio 2006 mi dedicai alla trimestrale opera mastodontica di organizzazione fiscale e contabile dei vari domini web che ho acquistato, da alcune ricerche mi balzò alla vista che sia <strong>technorati.it</strong> sia <strong>feedburner.it</strong> erano ancora liberi.</p>
<p>Oggi, per curiosità, scopro che technorati.it è stato registrato a marzo ed ora ospita un blog che, salvo le abbondanti nonché parzialmente fastidiose inserzioni pubblicitarie, ha un suo perché. FeedBurner.it, invece, è stato acquistato da un certo tizio, quasi sicuramente con una delle <a href="http://www.pandemia.info/2006/11/23/nuovo_disservizio_di_tophost_l.html">offerte allettanti di tophost</a>. Al momento il dominio è parcheggiato&#8230; semplice voglia di lucrarci da un ipotetico futuro interesse di <a href="http://www.feedburner.com/">FeedBurner</a>?</p>
<p><span id="more-513"></span>Ricordo di aver risposto ad almeno 10 tra email e PVT di utenti che mi chiedevano &#8220;<em>cosa ne pensi se registro XYZ che è di tale azienda non ancora in Italia? Chissà che non ci possa guadagnare&#8230; che ne dici?</em>&#8221;</p>
<p>Se volete guadagnare in rogne, questa di certo è la strada che fa per voi. In sintesi, non sono per nulla dispiaciuto di non aver tentato di registrare né technorati.it né feedburner.it quando ho avuto possibilità, forse sono più dispiaciuto di non aver dato seguito alla mia idea di <strong>riservarli per i legittimi proprietari</strong>.</p>
<p>Ma in fondo, credo che un domani che li vorranno né Technorati né FeedBurner abbiano così tanti problemi, in un modo o nell&#8217;altro, ad entrarne in possesso. Davide insegna: <a href="http://blog.tagliaerbe.com/2006/09/quel-giorno-che-registrai-yahooit.html">Quel giorno che registrai yahoo.it</a></p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2005/12/feedflare-arriva-su-simonecarletticom/' rel='bookmark' title='FeedFlare arriva su simonecarletti.com'>FeedFlare arriva su simonecarletti.com</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2006/03/il-ses-arriva-su-technorati/' rel='bookmark' title='Il SES arriva su Technorati'>Il SES arriva su Technorati</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2006/12/benedetto-arriva-50esimo-e-vince-il-premio-trackback/' rel='bookmark' title='Benedetto arriva 50esimo&#8230;  e vince il premio trackback!'>Benedetto arriva 50esimo&#8230;  e vince il premio trackback!</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Situazione attuale del Domain Mapping per i blog</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 14:21:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Hosting / Domini]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[domini]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[sixapart]]></category>
		<category><![CDATA[typepad]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress.com]]></category>

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		<description><![CDATA[Il punto della situazione sullo stato attuale del Domain Mapping per i blog, con tutorial su come eseguire l'associazione di un dominio personalizzato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eseguire un <strong>domain mapping</strong>, traducibile in italiano come l&#8217;azione di <strong>mappare un dominio</strong>, significa associare ad una risorsa un nome a dominio, affinché quella risorsa possa essere raggiunta da un utente semplicemente digitando l&#8217;indirizzo scelto nel proprio browser o in un programma predisposto alla navigazione internet.</p>
<p>Una delle necessità più frequenti in rete è quella di mappare un indirizzo esistente attraverso un altro dominio. Ad esempio, immaginate di disporre di un blog all&#8217;indirizzo <em>mioblog.blogspot.com</em> che è un sottodominio creato in automatico dalla piattaforma <a href="http://www.blogger.com/">Blogger</a>. Supponendo di disporre di un dominio chiamato <em>www.ilmiodominio.com</em>, possiamo decidere di mappare l&#8217;indirizzo del blog con il nostro dominio così che quando un utente accede all&#8217;URL <em>www.ilmiodominio.com</em> (o un altro qualsiasi a nostra scelta) veda come risultato quello che è disponibile all&#8217;URL mappato.</p>
<p>Per chiarire meglio il concetto tornerò sull&#8217;argomento con altri esempi più avanti.</p>
<p><span id="more-491"></span></p>
<h2>Come avviene un Domain Mapping</h2>
<p>Senza esagerare sul piano tecnico, vediamo <strong>come funziona il mapping di un dominio</strong>.<br />
La situazione iniziale che prenderemo in esame è quella di una risorsa, nel nostro caso un blog, disponibile fisicamente all&#8217;indirizzo <em>mioblog.blogspot.com</em>.<br />
Digitando questa URL nel browser l&#8217;utente visualizza correttamente il contenuto del mio blog. La figura seguente riassume in breve lo schema.</p>
<p><a href="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/mapping-before.gif"><img class="centered" src="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/mapping-before-thumb.gif" alt="mapping-before.gif" /></a></p>
<p>Ipotiziammo che io desideri mappare il dominio con un altro indirizzo.<br />
Se vi state chiedendo il perché, più avanti avrete risposta a questa ed altre domande, pazientate ancora qualche minuto.</p>
<p><strong>Il mio obiettivo è rendere il blog disponibile <em>anche</em> attraverso il mio dominio personale</strong>, da me regolarmente comprato, con indirizzo <em>www.ilmiodominio.com</em>.<br />
La figura seguente illustra il mio obiettivo nonché il risultato del mapping.<br />
Una volta mappato il dominio, la risorsa risulta disponibile sia all&#8217;URL originale, sia al nuovo URL.</p>
<p><a href="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/mapping-add.gif"><img class="centered" src="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/mapping-add-thumb.gif" alt="mapping-add.gif" /></a></p>
<p>In molti casi, soprattutto se ci sono di mezzo utenti e motori di ricerca, il mapping di un dominio non deve in alcun modo alterare il fragile equilibrio che vede relazionati univocamente una risorsa ad un solo URL.<br />
Quindi, per evitare che il nostro blog possa in qualche modo essere raggiungibile attraverso più indirizzi, il mapping dovrà automaticamente indirizzare tutte le richieste al vecchio URL verso il nuovo, attraverso sistema di redirect lato server, tipicamente accompagnati da header HTTP 301 o 302.</p>
<p>Il risultato è riepilogato nella figura seguente. Notare come ora l&#8217;indirizzo <em>mioblog.blogspot.com</em>, sebbene fisicamente ancora attivo, instradi le richieste verso il dominio mappato.</p>
<p><a href="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/mapping-full.gif"><img class="centered" src="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/mapping-full-thumb.gif" alt="mapping-full.gif" /></a></p>
<h2>Come avviene (tecnicamente) un Domain Mapping</h2>
<p>Se non avete mai sentito parlare di DNS, nameserver o domain record e non avete esigenze di dovervi addrentrare in questi dettagli, potete passare tranquillamente alla sezione successiva.<br />
In alternativa, continuando nella lettura, nelle righe seguenti troverete alcune <strong>informazioni puramente tecniche sul funzionamento di un domain mapping</strong>.</p>
<p>Il mapping di un dominio consiste nel mirroring di un indirizzo, ovvero nella sua duplicazione ma solo a livello di gestione dei DNS e non a livello fisico della risorsa collegata all&#8217;URL.<br />
Questo significa che, come le illustrazioni precedenti documentano, la risorsa è una sola e continuerà a restare tale.</p>
<p>Per mappare un indirizzo FROM attraverso un indirizzo TO si utilizza un apposito tipo di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/DNS_server">record DNS</a> chiamato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/DNS_server#Types_of_DNS_records">CNAME</a>. A differenza del record A, il CNAME (o <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Canonical_name">canonical name</a>) crea un alias di un record DNS esistente ereditandone tutte le caratteristiche.<br />
Il CNAME necessita di un nome per il record, che rappresenta l&#8217;alias con il quale il dominio sarà raggiungibile, ed il dominio completo da clonare.</p>
<p>Tornando al nostro esempio precedente, il l&#8217;alias del CNAME sarà <em>www</em> (non dimentichiamo che si tratta di un CNAME che fa già parte del dominio ilmiodominio.com e che è quindi superfluo oltre che errato dare come valore all&#8217;alias <em>www.ilmiodominio.com</em>) mentre il dominio da clonare <em>mioblog.blogspot.com</em>.<br />
Se avessimo voluto mappare il dominio originario all&#8217;URL <em>nuovoblog.ilmiodominio.com</em> i parametri sarebbero stati semplicemente: alias del CNAME <em>nuovoblog</em>, dominio da clonare <em>mioblog.blogspot.com</em>.<br />
Se ci servisse un mapping completo dovremmo configurare il server che ospita la risorsa in modo tale da <strong>reindirizzare ogni richiesta all&#8217;URL originario verso quello mappato</strong>.</p>
<h2>Quando è necessario il Domain Mapping?</h2>
<p>Cominciamo dalla domanda più semplice&#8230; quando eseguire un domain mapping?<br />
Il domain mapping, di norma, viene eseguito quando <strong>la risorsa principale è disponibile su un server non direttamente gestibile dall&#8217;utente</strong>.</p>
<p>L&#8217;alternativa più semplice al domain mapping è infatti quella di agire sulle configurazioni del server per rispondere a più di un host. Nel caso del nostro blog, non ci è permesso agire direttamente sul server quindi l&#8217;unica alternativa è mappare il dominio come prima descritto.</p>
<h2>Perché eseguire un Domain Mapping?</h2>
<p>Non c&#8217;è una risposta definitiva a questa domanda, ma posso fornire ugualmente qualche consiglio in merito.</p>
<p>Mappare un indirizzo con un dominio personalizzato garantisce la possibilità di <strong>associare il proprio brand al blog rafforzandone il valore</strong>. Parliamoci chiaro, se doveste aprire il blog dell&#8217;azienda Company S.p.A. e doveste scegliere nei risultati di una ricerca tra <em>blog-company.blogspot.com</em> e <em>blog.company.com</em>, quale scegliereste considerando che company.com è il sito dell&#8217;azienda?</p>
<p>Associare un dominio personalizzato ad un blog ne trasferisce, in termini di marketing, popolarità e credibilità ed allo stesso tempo consente di fornire un indirizzo più facile da ricordare.</p>
<h2>La situazione attuale dei servizi per blog</h2>
<h3>Google e Blogger</h3>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3223" title="Blogger Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2006/10/blogger-logo-150x45.png" alt="Blogger Logo" width="150" height="45" />Blogger è stata una delle prime piattaforme per blog a larga diffusione ad introdurre la possibiltià di scegliere un dominio personalizzato per la pubblicazione del proprio blog. Non si tratta, in realtà, di un vero e proprio domain mapping così come è stato descritto in precedenza.</p>
<p>Nel pannello di controllo è possibile scegliere un dominio non *.blogspot.com sul quale la piattaforma eseguirà l&#8217;upload delle pagine statiche. Inseriti i parametri FTP il blog sarà disponibile solo ed esclusivamente all&#8217;indirizzo scelto.</p>
<p><a href="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/blogger-mapping.gif"><img class="centered" src="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/blogger-mapping-thumb.gif" alt="Mapping Blogger" /></a></p>
<h3>TypePad</h3>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3222" title="TypePad Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2006/10/typepad-logo-150x36.png" alt="TypePad Logo" width="150" height="36" />TypePad è una piattaforma per blog professionale sviluppata e gestita da <a href="http://www.six-apart.com/">Six Apart</a>.</p>
<p>Attivando un blog su TypePad viene fornito un quantitativo di banda, spazio web e servizi proporzionale al <a href="http://www.sixapart.com/typepad/pricing">tipo di account</a>. Il Domain Mapping su TypePad è stato <a href="http://www.sixapart.com/typepad/news/2004/03/domain_mapping_3.html">introdotto intorno al 2004</a> ed è ampliamente documentato da <a href="http://support.typepad.com/cgi-bin/typepad.cfg/php/enduser/std_adp.php?p_faqid=539&amp;p_created=1157730686&amp;p_sid=thpvD3li&amp;p_lva=&amp;p_sp=cF9zcmNoPTEmcF9zb3J0X2J5PSZwX2dyaWRzb3J0PSZwX3Jvd19jbnQ9MjcmcF9wcm9kcz0mcF9jYXRzPTAmcF9wdj0mcF9jdj0mcF9wYWdlPTEmcF9zZWFyY2hfdGV4dD1kb21haW4gbWFwcGluZw**&amp;p_li=&amp;p_topview=1">FAQ</a>, <a href="http://support.typepad.com/cgi-bin/typepad.cfg/php/enduser/std_adp.php?p_faqid=99&amp;p_created=1125530201&amp;p_sid=thpvD3li&amp;p_lva=&amp;p_sp=cF9zcmNoPTEmcF9zb3J0X2J5PSZwX2dyaWRzb3J0PSZwX3Jvd19jbnQ9MjcmcF9wcm9kcz0mcF9jYXRzPTAmcF9wdj0mcF9jdj0mcF9wYWdlPTEmcF9zZWFyY2hfdGV4dD1kb21haW4gbWFwcGluZw**&amp;p_li=&amp;p_topview=1">tutorial</a> e <a href="http://support.typepad.com/cgi-bin/typepad.cfg/php/enduser/std_adp.php?p_faqid=100&amp;p_created=1125530290&amp;p_sid=thpvD3li&amp;p_lva=&amp;p_sp=cF9zcmNoPTEmcF9zb3J0X2J5PSZwX2dyaWRzb3J0PSZwX3Jvd19jbnQ9MjcmcF9wcm9kcz0mcF9jYXRzPTAmcF9wdj0mcF9jdj0mcF9wYWdlPTEmcF9zZWFyY2hfdGV4dD1kb21haW4gbWFwcGluZw**&amp;p_li=&amp;p_topview=1">pagine informative</a>. L&#8217;attivazione non si discosta molto da quanto riportato in precedenza, il costo compreso nel piano scelto.</p>
<p>Accedendo al pannello Control Panel &gt; Site Access &gt; Domain Mapping è possibile aggiungere un nuovo dominio da mappare.<br />
Definito il dominio di destinazione è necessario scegliere quale blog/area mappare dopo di che un riepilogo delle configurazioni ci indicherà a quale URL puntare il valore del record CNAME.</p>
<p>Dal pannello di controllo del nostro dominio, non TypePad, impostiamo il record CNAME ed attendiamo il tempo necessario alla propagazione dei DNS.<br />
Attivato il dominio, possiamo selezionare il campo Active corrispondente al nuovo URL dal pannello di TypePad ed attivare il mapping.<br />
TypePad ci avvertirà che è necessario ripubblicare il blog per applicare gli aggiornamenti.</p>
<p>Da questo momento il nostro blog <em>*.typepad.com</em> o <em>*.blogs.com</em> è stato mappato sul dominio indicato.</p>
<p>Prima di continuare, un paio di considerazioni.<br />
TypePad non esegue un mapping completo ma solo parziale, questo significa che comunque il vecchio URL continuerà ad esistere. Personalmente lo trovo una pessima idea, anche considerando che tutti i file di layout punteranno al dominio mappato e l&#8217;originale risulterà del tutto inutilizzabile.</p>
<p>Per questo motivo, <strong>se decidete di mappare un blog su TypePad</strong>, <strong>agite prima di pubblicizzare il vostro blog</strong> o risulterà particolarmente complesso scollarvi dal vostro blog <em>*.typepad.com</em> o <em>*.blogs.com</em>.</p>
<p><a href="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/typepad-mapping.png"><img class="centered" src="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/typepad-mapping-thumb.png" alt="Mapping TypePad" /></a></p>
<h3>WordPress.com</h3>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3179" title="WordPress Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/wordpress-logo-500x310-150x93.png" alt="WordPress Logo" width="150" height="93" />WordPress.com è un servizio gratuito di hosting per blog basato sulla celebre piattaforma WordPress. E&#8217; il più giovane tra i servizi prima elencati ma sta guadagnando rapidamente utenti sia per la popolarità del prodotto su cui si basa, sia per la velocità con la quale Matt ed il suo team stanno implementando nuove funzionalità.</p>
<p>Il <a title="Mapping di domini personalizzati su WordPress.com " href="http://www.rss-world.info/news/2006-10/mapping_wordpress.php">mapping di domini personalizzati su WordPress.com</a> è una novità estremamente recente che si aggiunge ai servizi offerti da WordPress.com.<br />
L&#8217;opzione è disponibile dal menu <em>Options &gt; Domain</em>, a partire dal pannello di controllo utente. Si possono aggiungere illimitati domini ed il costo annuale del servizio è di 15€ se si affida a WordPress.com la registrazione del dominio, 10€ se si desidera esclusivamente mappare un record DNS singolo attraverso l&#8217;uso di un record CNAME come sopra indicato.</p>
<p><a href="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/wordpress-mapping.png"><img class="centered" src="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/wordpress-mapping-thumb.png" alt="Mapping WordPress" /></a></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Sebbene ad oggi tutte e tre i più importanti servizi per blog disponibili offrano la possibilità di <strong>associare un dominio personalizzato al proprio blog</strong>, il numero di utenti che effettivamente utilizzano questa funzione è estremamente limitato.</p>
<p>Il costo annuale di un dominio, non più di 15€, e la quantità di informazioni in rete (in ultimo questo post) difficilmente sono la causa principale di questa (mancata) scelta. <strong>Come mai dunque non sfruttare questa fantastica opportunità per brandizzare ulteriormente il proprio blog?</strong></p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2007/08/google-webmaster-central-rimuove-il-post-non-english-domain-names/' rel='bookmark' title='Google Webmaster Central rimuove il post &#8220;non-English domain names&#8221;'>Google Webmaster Central rimuove il post &#8220;non-English domain names&#8221;</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2005/09/domini-registrati-da-google/' rel='bookmark' title='Domini registrati da Google'>Domini registrati da Google</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2005/12/pubblica-il-tuo-blog-su-google-base/' rel='bookmark' title='Pubblica il tuo blog su Google Base'>Pubblica il tuo blog su Google Base</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Hosting gratuito per Ruby on Rails</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/09/hosting-gratuito-per-ruby-on-rails/</link>
		<comments>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/09/hosting-gratuito-per-ruby-on-rails/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Sep 2006 21:55:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hosting / Domini]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[hosting]]></category>
		<category><![CDATA[rails]]></category>
		<category><![CDATA[ruby]]></category>

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		<description><![CDATA[Un hosting gratuito con supporto per le applicazioni sviluppate con il framework Ruby on Rails.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Logo Rails" src="http://share.weppos.net/simonecarletti/rails-logo-20110817-232809.png" alt="Logo Rails" width="150" /></p>
<blockquote><p>I stumbled upon these guys searching for a ruby on rails host. I got accepted, working great so far, basic plan is 50MB disk space/1GB bandwidth!</p>
<p><cite><a title="Free Ruby on Rails Web Hosting" href="http://www.digg.com/programming/Free_Ruby_on_Rails_Web_Hosting">Free Ruby on Rails Web Hosting</a></cite></p></blockquote>
<p>Direttamente da Digg, pubblicato meno di 1 ora fa, la segnalazione di un hosting gratuito che supporta anche applicazioni scritte in <a href="http://www.rubyonrails.org/">Ruby on Rails</a>. Circa 6 mesi fa cominciai a studiare Rails in contemporanea con Python.</p>
<p><span id="more-464"></span>Abbandonai entrambi per un breve periodo a causa di uno stato confusionario avanzato&#8230; sconsiglio a chiunque di studiare due linguaggi/framwork evoluti in contemporanea. Recentemente ho ripreso a favore del secondo, ma mi sono ripromesso prima o poi di ributtare un occhio a Rails.</p>
<p>Interessante dunque la segnalazione di questo spazio web gratuito. Non ho avuto modo di provarlo, se qualche utente lo avesse già testato o lo testasse in futuro sarei felice di poter ricevere qualche feedback.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Google lancia un servizio di hosting per progetti open source</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/07/google-lancia-un-servizio-di-hosting-per-progetti-open-source/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Jul 2006 15:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hosting / Domini]]></category>
		<category><![CDATA[Motori di Ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[ajax]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[google code]]></category>
		<category><![CDATA[svn]]></category>

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		<description><![CDATA[Google ha lanciato oggi un servizio per ospitare progetti open source: backend dotato di Subversion e tracciamento dei bug in AJAX.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C&#8217;è chi lo odia, c&#8217;è chi lo ammira: è Google.</p>
<p>Obiettivamente ho sempre notato in Google una particolare filosofia di supporto ai progetti open source, nonostante la politica aziendale di questo motore di ricerca (ma sarà ancora giusto chiamarlo così) è cambiata profondamente nel tempo. All&#8217;interno della sua area per lo sviluppo chiamata <a href="http://code.google.com/">Code</a>, Google ha lanciato oggi un servizio per ospitare progetti open source.</p>
<p>La nuova area si chiama <a title="Google Project Hosting " href="http://code.google.com/hosting/">Project Hosting</a> e, sostanzialmente, si tratta di un repository online. La piattaforma è dotata di un ricco backend, potenziato dalla presenza di <a href="http://subversion.tigris.org/">Subversion</a>, sistema SVN molto conosciuto tra gli sviluppatori.</p>
<p><span id="more-426"></span>Il tracciamento dei bug e dei problemi avviene attraverso un&#8217;interfaccia basata su <a rel="tag" href="http://technorati.com/tag/ajax">AJAX</a>, in perfetto stile GMAIL. Per <a href="http://code.google.com/hosting/createProject">creare un nuovo progetto</a> servono pochi passi ed un Google Account.</p>
<p>Che Google voglia fare concorrenza anche a <a title="Homepage di Sourceforge " href="http://sourceforge.net/">Sourceforge</a>?</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Vigilia domini .eu</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/04/vigilia-domini-eu/</link>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2006 14:54:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hosting / Domini]]></category>
		<category><![CDATA[.eu]]></category>
		<category><![CDATA[domini]]></category>

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		<description><![CDATA[Domani comincia ufficialmente la terza fase del periodo di registrazione che apre di fatto le porte al libero acquisto da parte di chiunque dei domini .eu.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Domani comincia ufficialmente la terza fase del periodo di registrazione che apre di fatto le porte al libero acquisto da parte di chiunque dei domini .eu. <a href="http://www.simonecarletti.it/blog/2005/10/domini-eu-in-arrivo/">Una breve cronologia delle fasi</a>.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Hosting di qualità</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/02/hosting-di-qualita/</link>
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		<pubDate>Tue, 21 Feb 2006 20:56:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hosting / Domini]]></category>
		<category><![CDATA[hosting]]></category>
		<category><![CDATA[housing]]></category>
		<category><![CDATA[server]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcuni link utili se siete in cerca di servizi di hosting, housing e registrazioni domini.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è mia abitudine fare pubblicità ma visti i numerosi disagi affrontati da alcuni colleghi blogger e non solo, vorrei spendere due parole riguardo alla mia esperienza anche per cercare di ricambiare in qualche modo ed almeno in parte l&#8217;assistenza e la qualità del servizio che fino ad oggi hanno distinto <a title="Hosting Noamweb" href="http://www.noamweb.com/">Noamweb</a>.</p>
<p>Vi assicuro che ho provato almeno 50 hosting, dall&#8217;acquisto di soli domini all&#8217;acquisto di spazi completi, housing e via dicendo. Non sto a fare un elenco per ogni casistica tuttavia posso affermare di aver trovato per ora un pannello di circa 5 provider che mi assicurano forniture specializzate per ogni esigenza, dall&#8217;acquisto domini all&#8217;ospitalità dei server che ho la fortuna di disporre.</p>
<p>Perché questo thread? Semplice, mai come in questo periodo e mai come in questo caso penso di aver avuto modo di mettere sotto pressione e sotto esame un provider come ho fatto in queste ultime settimane con <a title="Hosting Noamweb" href="http://www.noamweb.com/">Noamweb</a> per motivi che non è necessario spiegare.</p>
<p><span id="more-296"></span>Posso solo dire che Noemi e tutto lo staff tecnico, a cui vanno <strong>i miei più sentiti ringraziamenti</strong>, hanno garantito un servizio a dir poco eccellente confermando la splendida professionalità dimostrata anche in casi più piccoli come su <a title="Homepage di RSS World " href="http://www.rss-world.info/">RSS World</a>.</p>
<p>Se siete alla ricerca di un <strong>hosting di qualità sia su linux sia su windows</strong> non posso che consigliarvi con tutta sincerità di provare i loro servizi. Probabilmente non è difficile notare l&#8217;enfasi con cui ho scritto questo messaggio e questo è la controprova di quanto ne sia piacevolmente soddisfatto.</p>
<p>Per garanzia di obiettività, mi permetto anche di segnalare di valutare i servizi di <a title="Homepage di GoDaddy" href="http://www.godaddy.com/">GoDaddy.com</a> in particolare se vi interessa la sola <strong>registrazione di domini</strong> e <a title="Homepage di Natan.it " href="http://www.natan.it/">Natan.it</a> se desiderate un <strong>hosting su server windows</strong> senza pretese specifiche ma con un supporto altrettanto efficiente, almeno per quanto riguarda la mia esperienza.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>I rischi dell&#8217;acquistare domini scaduti</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2005/11/i-rischi-dellacquistare-domini-scaduti/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Nov 2005 11:51:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hosting / Domini]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[domini]]></category>

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		<description><![CDATA[Non sempre acquistare un dominio scaduto può risultare una mossa opportuna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>I remember a time when webmasters were free to buy old or expired domains and create sites that the search engines loved. These days, the search engines (especially Google) often punish us for doing so. If you buy a domain that Google previously frowned upon for any reason, that punishment may follow the domain to a new owner. I have one site that Google refuses to index because of something (I know not what) that a previous owner did. Reinclusion requests to Google explaining the situation resulted in being absolutely ignored by Google.</p>
<p><cite><a title="The dangers of buying previously used or expired domains" href="http://www.seo-scoop.com/direct_link.cfm?thepost=516">The dangers of buying previously used or expired domains</a></cite></p></blockquote>
<p>Quella di acquistare domini scaduti o da altri utenti è una pratica molto diffusa, soprattutto per utilizzarne i link o la rilevanza ai fini del posizionamento.<br />
Attenzione però: Google potrebbe ignorare completamente il dominio nel caso questo sia stato precedentemente bannato.</p>
<p>In alcuni casi, come spiega questo intervento, Google ed altri motori potrebbero anche ignorare la richiesta di reinclusione nonostante il cambio dei contenuti.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Domini .eu in arrivo</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2005/10/domini-eu-in-arrivo/</link>
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		<pubDate>Sun, 09 Oct 2005 15:09:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hosting / Domini]]></category>
		<category><![CDATA[.eu]]></category>
		<category><![CDATA[domini]]></category>
		<category><![CDATA[eurid]]></category>

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		<description><![CDATA[Riepilogo delle 3 fasi per la registrazione di un dominio .eu.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Prendendo spunto dall&#8217;email inviata ieri da <a title="Homepage di Natan.it " href="http://www.natan.it/">Natan.it</a> prendo spunto dalla newsletter per ripubblicare alcune informazioni sulla registrazione dei domini .eu.<br />
Ufficialmente la registrazione, stando a quando comunicato, sarà aperta dal 7 Dicembre 2005. Tuttavia, solo dal 7 Aprile 2005 sarà possibile a chiunque registrare il proprio dominio.</p>
<p>Queste le fasi previste.</p>
<p><span id="more-105"></span></p>
<ol>
<li>Fase <strong>Sunrise 1</strong> &#8211; dal 7 dicembre 2005 al 6 febbraio 2006<br />
Possono essere presentate richieste di registrazione da parte di Enti Pubblici e detentori di marchi registrati.</li>
<li>Fase <strong>Sunrise 2</strong> &#8211; dal 7 febbraio 2006 al 6 aprile 2006<br />
Possono essere presentate richieste da parte di coloro che hanno diritto documentato su determinati nomi di domini. In questa fase saranno accettate anche le richieste per le registrazione dei nomi di società e nomi artistici. Per maggiori informazioni consultate la documentazione sul <a title="Informazioni sul periodo Sunrise" href="http://www.eurid.eu/it/euDomainNames/sunrisePeriod.html">periodo Sunrise</a>.</li>
<li>Fase <strong>Land Rush</strong> &#8211; dal 7 aprile 2006<br />
Le registrazioni saranno aperte a chiunque senza necessità di documentare particolari diritti sul dominio.</li>
</ol>
<p>E&#8217; importante ricordare che, in qualsiasi fase, sarà sempre applicato il metodo first-come-first-served.<br />
Insomma, chi prima arriva prima se lo prende (il dominio).</p>
<p>Maggiori informazioni sono disponibili sul sito EURid: <a title="Nomi a dominio .eu " href="http://www.eurid.eu/it/euDomainNames">Nomi a dominio .eu</a>.</p>
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<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2006/12/domini-web-chi-prima-arriva-prima-alloggia/' rel='bookmark' title='Domini web: chi prima arriva prima alloggia'>Domini web: chi prima arriva prima alloggia</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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