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	<title>Simone Carletti&#039;s Blog &#187; wordpress</title>
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	<description>Un piccolo spazio nel web con approfondimenti su programmazione, feed, motori di ricerca e marketing.</description>
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		<item>
		<title>WordPress in versione iPhone/iPod</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Feb 2009 13:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Software]]></category>
		<category><![CDATA[iphone]]></category>
		<category><![CDATA[ipod]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[WPtouch è un plugin per WordPress, compatibile anche con WordPress 2.7, che offre una versione alternativa del blog ottimizzata per gli utenti che navigano via iPhone o iPod touch.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-2900" title="WordPress Icon" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/09/wordpress-icon.png" alt="WordPress Icon" width="100" height="100" /><a href="http://www.bravenewcode.com/wptouch/">WPtouch</a> è un <strong>plugin per WordPress</strong>, compatibile anche con WordPress 2.7, che offre una versione alternativa del blog ottimizzata per gli utenti che navigano via iPhone o iPod touch. Per curiosità, ho voluto provare ad installarlo su questo blog.</p>
<p>Il risultato che si ottiene in pochi click è straordinario. Il plugin rileva la user agent del browser e, in caso di dispositivo compatibile, utilizza in automatico il template per iPhone. Il pannello delle opzioni consente di calibrare il template aumentando o diminuendo così il tempo di caricamento della pagina.</p>
<p><strong>Voi avete una versione dedicata per iPhone?</strong> Avete mai ottimizzato un sito per la navigazione on iPhone?</p>
<p><span id="more-2491"></span>Analizzando il traffico in ingresso sul blog ho scoperto che la maggior parte degli utenti iPhone, come il sottoscritto, in genere preferisce <strong>leggere direttamente il contenuto dal feed senza accedere alla pagina</strong>. Il numero di visitatori è quindi limitato, probabilmente così limitato da non giustificare una versione <em>iPhone-oriented</em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-2494" title="Numero visite da iPhone/iPod" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/02/visits-from-iphone-ipod.png" alt="Numero visite da iPhone/iPod" width="353" height="301" /></p>
<p>Per il momento lascio attiva la versione iPhonizzata dando così l&#8217;occasione, a chi volesse, di provarla direttamente su questo blog.</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2005/10/wordpress-plugin-sitemap-con-wordpress/' rel='bookmark' title='WordPress Plugin: Sitemap con WordPress'>WordPress Plugin: Sitemap con WordPress</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2006/08/wordpress-plugin-wordpress-matematica-no-spam/' rel='bookmark' title='WordPress Plugin: WordPress + Matematica = no SPAM'>WordPress Plugin: WordPress + Matematica = no SPAM</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2005/11/wordpress-20-beta-1/' rel='bookmark' title='WordPress 2.0 Beta 1'>WordPress 2.0 Beta 1</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Come abilitare Google Analytics Site Search su WordPress</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2009/01/abilitare-google-analytics-site-search-su-wordpress/</link>
		<comments>http://www.simonecarletti.it/blog/2009/01/abilitare-google-analytics-site-search-su-wordpress/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 24 Jan 2009 14:43:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[google analytics]]></category>
		<category><![CDATA[howto]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[Come abilitare la funzione Site Search di Google Analytics su un blog WordPress per tracciare le ricerche degli utenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Google Analytics offre una funzionalità chiamata <strong>Site Search</strong> che permette di <strong>tracciare le ricerche effettuate all&#8217;interno del nostro sito</strong>, ammesso che il nostro sito offra un motore di ricerca interno.</p>
<p>Nel caso di WordPress è possibile impostare Google Analytics per <strong>tracciare le ricerche sul nostro blog</strong> in pochissimi click, senza neanche intervenire sul template del blog. L&#8217;unico requisito è che il blog sià già tracciato da Google Analytics. In caso negativo, vi consiglio l&#8217;<a href="http://wordpress.org/extend/plugins/google-analytics-for-wordpress/">eccellente plugin Google Analytics for WordPress</a>.</p>
<p><span id="more-2344"></span>Per <strong>abilitare Google Analytics Site Search</strong> entrate pannello di controllo di Google Analytics ed accedete alla pagina di modifica del profilo selezionando il collegamento <em>Edit</em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2345" title="Google Analytics Edit Profile" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/google-analytics-edit-profile-400x142.png" alt="Google Analytics Edit Profile" width="400" height="142" /></p>
<p>Selezionate nuovamente <em>Edit</em> per modificare la sezione <em>Main Website Profile Information</em> e, al fondo, assicuratevi di spostare la selezione su <em>Do Track Site Search</em>.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2346" title="Google Analytics Edit Main Profile Information" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/google-analytics-edit-profile-information-400x131.png" alt="Google Analytics Edit Main Profile Information" width="400" height="131" /></p>
<p>A questo punto si espanderà una una sezione dedicata alle <strong>impostazioni della funzionalità Site Search</strong>. Inserite il parametro della query string che identifica una ricerca, nel caso di WordPress corrisponde a <code>s</code>, inoltre vi consiglio di selezionare la voce <em>Yes, strip query parameters out of URL</em> per evitare di ottenere dei report sporcati da altri dati come i valori di x e y del bottone di ricerca.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2347" title="Google Analytics Do Track Site Search" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/google-analytics-track-site-search-399x181.png" alt="Google Analytics Do Track Site Search" width="399" height="181" /></p>
<p>Una volta salvato il profilo <strong>Google Analytics comincerà a tracciare immediatamente le ricerche</strong> nel vostro blog. Ci vorrà comunque qualche ora prima che i dati siano visibili nei report.</p>
<p>I dati relativi alle ricerche sono consultabili nella sezione <em>Content &gt; Site Search</em>. E&#8217; interessante tracciare le ricerche eseguite da un utente sul blog per diversi motivi. Ad esempio potete individuare i termini di ricerca più frequenti e scrivere degli articoli dedicati o più specifici.</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2348" title="Google Analytics Site Search Overview" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/google-analytics-site-search-overview-400x338.png" alt="Google Analytics Site Search Overview" width="400" height="338" /></p>
<p>A seconda del tipo di sito o blog le ricerche possono anche <strong>rivelare potenziali bug</strong>, problemi di <strong>reputation management</strong> o curiosi aneddoti sui brand. Nel mio caso, da quando sono passato a WordPress ho scoperto che la query più cercata è <code>Enter search keyword</code>: un chiaro segnale che devo rendere quel box di ricerca più user friendly!</p>
<p><img class="aligncenter size-medium wp-image-2349" title="Google Analytics Site Search Terms" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/google-analytics-site-search-terms-400x269.png" alt="Google Analytics Site Search Terms" width="400" height="269" /></p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2005/11/google-analytics/' rel='bookmark' title='Google Analytics'>Google Analytics</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2006/04/invito-google-analytics-li-invia-solo-google/' rel='bookmark' title='Invito Google Analytics: li invia solo Google!'>Invito Google Analytics: li invia solo Google!</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2006/02/google-analytics-piu-vicino-a-urchin-6/' rel='bookmark' title='Google Analytics più vicino a Urchin 6'>Google Analytics più vicino a Urchin 6</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Movable Type o WordPress? Difficile decisione&#8230;</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2008/11/movable-type-o-wordpress-difficile-decisione/</link>
		<comments>http://www.simonecarletti.it/blog/2008/11/movable-type-o-wordpress-difficile-decisione/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 16 Nov 2008 19:19:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[movabletype]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[Un confronto tra le funzionalità delle piattaforme per blog WordPress e Movable Type.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono innegabilmente un grande fan di Movable Type. Utilizzo questa piattaforma fin dal primo giorno e gestisce felicemente, oltre a questo sito, anche numerosi altri progetti tra i quali <a title="RSS World - Un mondo dedicato ai feed RSS, Atom e Blog" href="http://www.rss-world.info/">RSS World</a>.<br />
In tutto questo tempo ho sempre preferito MovableType a WordPress per vari motivi che ho raccontato qua e là nel tempo.</p>
<p>Tuttavia, questi motivi sono andati scemando poco per volta a partire dal rilascio di <strong>WordPress 2.5 che, lo ammetto, comincia ad essere un bel prodottino</strong>. Lasciando da parte l&#8217;eventuale massacro che sarebbe la migrazione, vorrei mettere sul piatto pro e contro delle due soluzioni.</p>
<p>E&#8217; probabile che dovrò fare una scelta prima del completamento del nuovo sito, ma preferisco attendere WordPress 2.7 per valutare la nuova piattaforma.</p>
<p>Nel frattempo vi regalo qualche impressione sulle due piattaforme a confronto. Questo non vuole essere il solito post <em>meglio questo o quello</em> ma semplicemente una mia personale riflessione ad alta voce.</p>
<p><span id="more-761"></span></p>
<h2>Pro di WordPress</h2>
<h3>Editor WYSIWYG</h3>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3250" title="WordPress Editor" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/editor-wordpress.png" alt="WordPress Editor" width="400" height="195" /></p>
<p><strong>L&#8217;editor di WordPress mi è sempre piaciuto.</strong> Intendiamoci, detesto gli editor WYSIWYG, ma l&#8217;implementazione di TinyMCE su WordPress mi ha sempre stuzzicato come un&#8217;amante perversa.</p>
<p>Anche MovableType ha un editor WYSIWYG a partire dalla release 4.0, ma Six Apart continua ad ostinarsi a svilupparlo in casa offrendo una soluzione che, a confronto, ha la potenza di una pistola paragonata con una testata nucleare.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3249" title="MovableType Editor" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/editor-movabletype.png" alt="MovableType Editor" width="400" height="284" /></p>
<h3>Linguaggio comprensibile</h3>
<p><strong>WordPress è scritto in PHP</strong> che, almeno per il sottoscritto, è decisamente più comprensibile rispetto a Perl. Più volte è rimbalzata un&#8217;indiscrezione di una possibile riscrittura di Movable Type in Ruby, ma credo che fosse solo una bufala di dubbio gusto.</p>
<p>WordPress non brilla certo per la qualità del codice. Non ci sono unit test, il team di ostina a voler mantenere compatibilità con PHP 4 riempiendo così l&#8217;applicazione di hack e workaround senza sfruttare a pieno le caratteristiche di PHP 5. Insomma, <strong>un PHP decisamente migliorabile</strong>.</p>
<p>Tuttavia, essendo scritto in PHP ho modo di realizzare da me i plugin, correggere eventuali errori e soprattutto indagare perché la funzione che dovrebbe funzionare non funziona.</p>
<h3>Aggiornamento automatico</h3>
<p>L&#8217;introduzione dell&#8217;aggiornamento automatico del plugin è stato un vero e proprio colpo al cuore per un fedele di MovableType come il sottoscritto.</p>
<p>L&#8217;aggiornamento automatico della piattaforma, previsto per WordPress 2.7, è il colpo di grazia, un&#8217;orgasmo informatico che da solo vale l&#8217;intera release.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3248" title="WordPress Autoupdate" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/autoupdate.png" alt="WordPress Autoupdate" width="400" height="86" /></p>
<h3>Velocità</h3>
<p>MovableType non ha mai brillato per velocità, soprattutto in alcune funzioni come il modulo di ricerca. Più volte mi sono ritrovato di fronte ad una triste <a title="In caso di Internal Server Error" href="http://www.simonecarletti.it/blog/2008/08/in-caso-di-internal-server-error/">pagina di internal server error</a> causata da sovraccarico del server (e relativa policy di Dreamhost di killare tutti i processi attivi oltre un limitato periodo di tempo). La funzionalità di ricerca di WordPress è rapida, l&#8217;amministrazione quasi immediata e la pubblicazione dei post non richiede rebuild, come recentemente introdotto da MovableType.</p>
<p>La scrittura statica dei template di MovableType è un&#8217;ottima soluzione per risparmiare risorse ma alcune letture mi hanno confermato che diversi plugin per WordPress introducono <a title="WordPress › WP-Cache « WordPress Plugins" href="http://wordpress.org/extend/plugins/wp-cache/">supporto evoluto</a> <a title="WordPress › WP Super Cache « WordPress Plugins" href="http://wordpress.org/extend/plugins/wp-super-cache/">al caching</a> in grado di soddisfare anche i palati più esigenti.</p>
<p>Certo, se solo il listing di un post non richiedesse 18 query&#8230;</p>
<h3>Community</h3>
<p><strong><img class="alignright size-full wp-image-3255" title="WordPress Family" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/wordpress-family.png" alt="" width="250" height="250" />La community è senza dubbio uno dei punti di forza di WordPress</strong>, da sempre.</p>
<p>La community ha prodotto centinaia di plugin di qualità, la rete è piena di tutoria e guide dedicate a WordPress che permettono di sviscerare la piattaforma in ogni suo dettaglio. La community ha creato software ad hoc per WordPress, un sistema di gestione via iPhone e decine di altri gadget gustosi.</p>
<p>Automattic è particolarmente attento alla community e le acquisizioni di Gravatar, IntenseDebate e PollDaddy sono un&#8217;ottima dimostrazione della volontà di crescere e migliorare costantemente la piattaforma.</p>
<p>Senza dubbio un ottimo punto a favore di WordPress!</p>
<h2>Cosa mi dispiacerebbe abbandonare</h2>
<h3>Amministrazione Utenti</h3>
<p>Un&#8217;eccellente sistema di gestione dei permessi e degli utenti&#8230; ma che cavolo, scrivo solo io su questo blog!</p>
<h3>Multiblog</h3>
<p>Qui arriviamo al punto dolente, uno dei principali motivi (se non il principale) che mi ha tenuto lontano da WordPress fino ad oggi e che continua a giocare un ruolo importante nella scelta: il <strong>multiblog</strong>.</p>
<p>Ogni installazione di WordPress gestisce un blog ed uno solo, salvo plugin, accrocchi o stratagemmi vari.</p>
<p><strong>MovableType invece gestirsce illimitati blog in contemporanea</strong> consentendomi di condividere risorse, template ed elementi tra le varie istanze in modo del tutto trasparente. Una installazione, illimitati blog.</p>
<h3>Gestione TrackBack e Commenti</h3>
<p>Su questo punto WordPress ha ancora molta strada da fare. La gestione dei commenti e dei trackback in MovableType è decisamente più evoluta e permette di visualizzare, moderare e gestire questi due tipi di feedback in modo più efficace.</p>
<p>Non per ultimo, l&#8217;interfaccia di scrittura dei post consente di indicare URL per l&#8217;invio dei trackback, mentre lato amministrazione è possibile abilitare/disabilitare le funzionalità o alterarne il comportamento.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3251" title="MovableType TrackBack" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/manual-trackback.png" alt="MovableType TrackBack" width="302" height="161" /></p>
<h3>Template Tag</h3>
<p>Anche se WordPress mi consente di utilizzare PHP, <strong>i template Tag di MovableType sono un&#8217;inestimabile risorsa</strong>. Permettono di interagire con praticamente qualsiasi contenuto del blog in modo semplice ed efficare.</p>
<p>Non nego che siano complessi da imparare, ma una volta memorizzati permettono di scrivere un template decisamente più pulito di quelli di WordPress.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3254" title="MovableType Template Tags" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/template-tags.png" alt="MovableType Template Tags" width="218" height="206" /></p>
<h3>Gestione dei template</h3>
<p>La gestione dei template è sempre stata molto soggettiva. Conosco decine di utenti ai quali viene il mal di testa al solo pensiero di aprire il pannello di MovableType, ma vi assicuro che il sistema offre funzionalità molto più evolute rispetto a WordPress.</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3253" title="Movable Type Template Management" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/template-management.png" alt="Movable Type Template Management" width="400" height="315" /></p>
<p>Il pannello di modifica di un template di WordPress si limita ad aprire un&#8217;area di testo infilandoci dentro il contenuto del file corrispondente. La gestione dei template di MovableType è gerarchica rispetto al blog e agli altri blog disponbili.</p>
<p>E&#8217; possibile creare template e moduli (tipo i parziali in Rails), associare a ciascuno operazioni di caching e di pubblicazione personalizzate, creare illimitati nuovi template per generare feed, pagine e listing in pochi click usando i template tag.</p>
<p>Eh sì, la gestione dei template mi mancherebbe proprio!</p>
<p><img class="aligncenter size-full wp-image-3252" title="Movable Type Template Editing" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2008/11/template-edit.png" alt="Movable Type Template Editing" width="400" height="444" /></p>
<h3>E se io non volessi MySQL?</h3>
<p>Recentemente in azienda abbiamo iniziato la migrazione della infrastruttura database a <a title="PostgreSQL:&lt;br &gt;&lt;/a&gt; The world's most advanced open source database" href="http://www.postgresql.org/">PostreSQL</a>, conosciuto come il più evoluto database open source.</p>
<p>I risultati non si sono fatti attendere sia dal piano delle performance che dell&#8217;affidabilità.</p>
<p><strong>MovableType supporta nativamente MySQL ma anche SQLite e PostreSQL</strong>. WordPress invece consente solo di utilizzare MySQL e l&#8217;intera architettura è strettamente fusa con il programma, rendendo impossibile oltre che improbabile il supporto futuro ad altri database.</p>
<h2>A pari merito</h2>
<h3>Upload</h3>
<p>La gestione e upload di risorse esterne è notevolmente migliorata nelle ultime versioni di WordPress e supera di gran lunga in semplicità e caratteristiche la versione base di MovableType. Tuttavia, su quest&#8217;ultimo ho da tempo installato <a title="Movable Type Plugin: Upload senza confini con Better File Uploader 2.0 - Simone Carletti's Blog" href="http://www.simonecarletti.it/blog/2006/12/movable-type-plugin-upload-senza-confini-con-better-file-uploader-20/">Better File Uploader</a> colmando (e superando) così il divario tra le due piattaforme. In fin dei conti, posso attribuire un pareggio.</p>
<h3>Gestione Post e Pagine</h3>
<p>Escluse differenze cosmetiche e minimamente funzionali, la gestione dei post e delle pagine si equivale su entrambe le piattaforme. Leggermente più evoluta, a mio avviso, l&#8217;interfaccia per la scrittura dei post in Movable Type 4.2 rispetto a WordPress 2.6, ma presumo che le cose potrebbero cambiare con WordPress 2.7.</p>
<p>Per ora un meritato pareggio.</p>
<h3>Antispam</h3>
<p>Akismet è da sempre il compagno fedele di WordPress fin dalle prime versioni. Da un paio d&#8217;anni è disponibile un <a title="Akismet alla prova su Movable Type" href="http://www.simonecarletti.it/blog/2006/04/akismet-alla-prova-su-movable-type/">plugin ufficiale anche per MovableType</a> che adotto per impostazione predefinita su qualsiasi istanza della piattaforma.</p>
<p>Anche in questo caso un pareggio, nonostante vorrei sottolineare ancora una volta che la gestione dei commenti offre maggiore flessibilità su MovableType. In questo caso è possibile determinare il peso di Akismet nel processo di valutazione del commento e limitare eventuali falsi positivi.</p>
<h2>In conclusione</h2>
<p>Anche se avrei potuto andare avanti ancora per un po&#8217;, direi che ci sono sufficienti spunti di riflessione.<br />
Giusto per confondermi le idee&#8230; <strong>voi perché avete scelto WordPress o MovableType</strong>?</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2005/12/technorati-template-per-movable-type/' rel='bookmark' title='Technorati Template per Movable Type'>Technorati Template per Movable Type</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2006/07/la-struttura-a-tag-di-movable-type-33/' rel='bookmark' title='La struttura a tag di Movable Type 3.3'>La struttura a tag di Movable Type 3.3</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2005/10/crea-la-tua-sitemap-con-movable-type/' rel='bookmark' title='Crea la tua sitemap con Movable Type'>Crea la tua sitemap con Movable Type</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pensieri sparsi sul template engine di WordPress</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2007/12/pensieri-sparsi-sul-template-engine-di-wordpress/</link>
		<comments>http://www.simonecarletti.it/blog/2007/12/pensieri-sparsi-sul-template-engine-di-wordpress/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 29 Dec 2007 15:44:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Programmazione]]></category>
		<category><![CDATA[php]]></category>
		<category><![CDATA[template]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[Alcune note sulle limitazioni del template engine di WordPress.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; risaputo oramai che se devo scegliere tra <a title="WordPress › Blog Tool and Weblog Platform" href="http://www.wordpress.org/">WordPress</a> e <a title="MovableType.org - Home for the MT Community" href="http://www.movabletype.org/">MovableType</a>, normalmente, prediligo la seconda soluzione. Tuttavia, nei casi in cui l&#8217;integrazione e la semplicità di personalizzazione del codice sorgente è essenziale, WordPress è per me una scelta quasi obbligata dato che la mia conoscenza di PERL è lontana anni luce dalla padronanza del PHP.</p>
<p>Ieri, per varie ragioni che al momento è precoce documentare, ho deciso di configurare una nuova installazione di WordPress.<br />
Questa volta, rispetto alle altre, c&#8217;era una grado di difficoltà maggiore: ho deciso di <strong>darci sotto con la personalizzazione dei template</strong>&#8230; non l&#8217;avessi mai fatto!<br />
Lasciatemelo dire: <strong>il codice del template engine di WordPress (ma non solo lui) avrebbe bisogno di una bella spolverata</strong>!</p>
<p>Reduce dalle <a title="Manutenzione terminata: commenti aperti anche per OpenId - Simone Carletti's Blog" href="http://www.simonecarletti.it/blog/2007/12/manutenzione-terminata-commenti-aperti-anche-per-openid/">pulizie invernali su MovableType</a> mi sono attivato per ridurre un po&#8217; il codice duplicato anche nel blog basato su WordPress, prima della sua pubblicazione online.</p>
<p><span id="more-702"></span>Presto mi sono accorto che:</p>
<ol>
<li>Le variabili PHP inserite in un qualsiasi template non sono accessibili da un altro template, neanche se incluso nel precedente. Secondo l&#8217;approccio attuale di WordPress dovrei usare una variabile global (argh!)</li>
<li>Anche in pagine dove è previsto un solo post, come <code>single.php</code>, i post vengono rappresentati come array di elementi.
<pre class="code-php">&lt;?php if (have_posts()) : while (have_posts()) : the_post(); ?&gt;

// per poter utilizzare in seguito

&lt;?php echo the_title() ?&gt;
&lt;?php echo get_permalink() ?&gt;
&lt;?php the_content('Continue Reading &amp;raquo;'); ?&gt;</pre>
<p>In Movable Type una situazione simile semplicemente non esiste. Ogni pagina il cui scope è un post ha automaticamente accesso a tutte le variabili dei post, comodamente richiamabili con <a title="Movable Type Template Tag Reference | Movable Type Docs" href="http://www.movabletype.org/documentation/appendices/tags/">i tag messi a disposizione</a></p>
<pre code="code-html">&lt;mt:EntryTitle /&gt;
&lt;mt:EntryPermalink /&gt;
&lt;mt:EntryBody /&gt;</pre>
<p>Non mi soffermo poi sulla incoerenza di alcune nomenclature. Fermo restando che trovo i &#8220;tag&#8221; di WordPress abbastanza intuitivi, non mi è chiaro perché io chiamo <code>the_title()</code>, <code>the_content()</code> e ad un certo punto mi trovo <code>get_permalink()</code>.</li>
<li>La quantità di codice PHP presente per azioni dove potrebbe essere evitato è impressionante.<br />
Si veda ad esempio la seguente porzione di codice per mostrare i possibili status dei commenti:&nbsp;</p>
<pre class="code-php">&lt;p class="centered"&gt;
&lt;?php if (('open' == $post-&gt; comment_status) &amp;&amp; ('open' == $post-&gt;ping_status)) {
// Both Comments and Pings are open ?&gt;
You can &lt;a href="#respond"&gt;leave a response&lt;/a&gt;, or &lt;a href="&lt;?php trackback_url(); ?&gt;" rel="trackback"&gt;trackback&lt;/a&gt; from your own site.

&lt;?php } elseif (!('open' == $post-&gt; comment_status) &amp;&amp; ('open' == $post-&gt;ping_status)) {
// Only Pings are Open ?&gt;
Responses are currently closed, but you can &lt;a href="&lt;?php trackback_url(); ?&gt; " rel="trackback"&gt;trackback&lt;/a&gt; from your own site.

&lt;?php } elseif (('open' == $post-&gt; comment_status) &amp;&amp; !('open' == $post-&gt;ping_status)) {
// Comments are open, Pings are not ?&gt;
You can skip to the end and leave a response. Pinging is currently not allowed.

&lt;?php } elseif (!('open' == $post-&gt; comment_status) &amp;&amp; !('open' == $post-&gt;ping_status)) {
// Neither Comments, nor Pings are open ?&gt;
Both comments and pings are currently closed.

&lt;?php } ?&gt;
&lt;/p&gt;</pre>
<p>Qualcosa più tag oriented sarebbe auspicabile.<br />
Un occhio alla concorrenza rivela <a title="EntryIfCommentsOpen | Movable Type Docs" href="http://www.movabletype.org/documentation/appendices/tags/entryifcommentsopen.html">EntryIfCommentsOpen</a>, <a title="EntryIfAllowComments | Movable Type Docs" href="http://www.movabletype.org/documentation/appendices/tags/entryifallowcomments.html">EntryIfAllowComments</a> e <a title="EntryIfAllowPings | Movable Type Docs" href="http://www.movabletype.org/documentation/appendices/tags/entryifallowpings.html">EntryIfAllowPings</a>.</li>
</ol>
<p><strong>Non so voi</strong>, personalmente sento molto la mancanza di <strong>una struttura più orientata agli oggetti</strong> che consenta di ottenere un oggetto Post ed invocare su di esso i metodi necessari (tag).<br />
Personalmente ritengo che un progetto come WordPress avrebbe molto da guadagnare in termini di fluidità del codice da un approccio più object oriented.</p>
<p>Tra i vari pensieri sparsi, <strong>mi chiedo quando e se è previsto l&#8217;abbandono del supporto a PHP 4</strong>, una delle principali cause (a mio avviso) dell&#8217;arretratezza del codice di WordPress.<br />
Ricordo ancora l&#8217;intervento di Matt, in occasione dell&#8217;annuncio che ha decretato il termine del supporto di PHP 4, fissato per il 31 Dicembre. Matt non mi sembrò così entusiasta, o meglio, non mancarono le critiche rivolte al team di sviluppo di PHP.</p>
<p>Prima di concludere questi pensieri sparsi, vi lascio con una semplice classe (compatibile solo con PHP 5) scritta ieri in un paio di minuti per sopperire al problema del punto 1.<br />
Si chiama <strong>TemplateConfig</strong> e, sostanzialmente, non è altro che <strong>un oggetto singleton che si preoccupa di tenere traccia di arbitrarie configurazioni che desiderate utilizzare nei vari template</strong>.<br />
Mi rendo conto che non è particolarmente amichevole per i non addetti ai lavori, magari qualcuno potrebbe prenderne spunto per un plugin&#8230; :P. Inoltre, andrebbe leggermente migliorata per eseguire la validazione dell&#8217;input.</p>
<pre class="code-php">&lt;?php

class TemplateConfig {

protected $_properties = array();
protected static $_instance;

public static function getInstance() {
if (self::$_instance === null) {
self::$_instance = new self;
}
return self::$_instance;
}

public function __get($name) {
if (isset($this-&gt;_properties[$name])) {
return $this-&gt;_properties[$name];
} else {
return null;
}
}

public function __set($name, $value) {
$this-&gt;_properties[$name] = $value;
return $this;
}
}</pre>
<p>Inserite la definizione della classe all&#8217;interno del file functions.php presente nella cartella del vostro template, in <code>wp-content/themes/NOME_DEL_VOSTRO_THEME</code>. Se il file non c&#8217;è, createlo. Verrà caricato in automatico da WordPress e consentirà di avere accesso alla libreria nei vostri template.</p>
<p>Ecco un esempio di utilizzo.<br />
Immaginate di voler mostrare una piccola intro, scritta nel file <code>header.php</code>, solo in alcune pagine del blog.<br />
Normalmente questo non sarebbe possibile senza avere accesso a qualche funzione particolare.<br />
Ci vuole una variabile, vero/falso, che dica a WordPress: stampa l&#8217;intro, non stampare l&#8217;intro.</p>
<p>All&#8217;inizio delle pagine dove volete mostrare la intro, ad esempio 404.php e index.php, prima del richiamo di wp_header(); inserite la variabile interruttore.</p>
<pre class="code-php">&lt;?php

// recupero l'istanza singleton dell'oggetto
$instance = TemplateConfig::getInstance();
// setto la variabile
$instance-&gt;intro = true;

// o più semplicemente
TemplateConfig::getInstance()-&gt;intro = true;
?&gt;</pre>
<p>Ora aprite il file <code>header.php</code> ed utilizzate un controllo sulla variabile per stampare o meno la intro.</p>
<pre class="code-php">&lt;?php if (TemplateConfig::getInstance()-&gt;intro): ?&gt;
&lt;p&gt;Questa è una intro da visualizzare solo in alcune pagine.&lt;/p&gt;
&lt;?php endif; ?&gt;</pre>
<p>Per semplificare ulteriormente la vita ai non addetti ai lavori potrebbe essere utile aggiungere due tag più user friendly che consentano di scrivere qualcosa tipo:</p>
<pre class="code-php">&lt;?php set_template_var('intro', false); ?&gt;</pre>
<p>e recuperare il valore con</p>
<pre class="code-php">&lt;?php get_template_var('intro', false); ?&gt;</pre>
<p>nascondendo completamente l&#8217;uso della classe e dell&#8217;istanza singleton.</p>
<p>Related posts:<ol>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2005/12/technorati-template-per-movable-type/' rel='bookmark' title='Technorati Template per Movable Type'>Technorati Template per Movable Type</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2005/10/wordpress-plugin-sitemap-con-wordpress/' rel='bookmark' title='WordPress Plugin: Sitemap con WordPress'>WordPress Plugin: Sitemap con WordPress</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2008/08/pensieri-sparsi-sul-nuovo-microsoft-webmaster-center/' rel='bookmark' title='Pensieri sparsi sul nuovo Microsoft Webmaster Center'>Pensieri sparsi sul nuovo Microsoft Webmaster Center</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.simonecarletti.it/blog/2007/12/pensieri-sparsi-sul-template-engine-di-wordpress/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>WordPress Plugin: gestire il redirect tra www e non www</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2007/05/wordpress-plugin-gestire-il-redirect-tra-www-e-non-www/</link>
		<comments>http://www.simonecarletti.it/blog/2007/05/wordpress-plugin-gestire-il-redirect-tra-www-e-non-www/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 May 2007 15:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[plugin]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.simonecarletti.it/blog/2007/05/wordpress-plugin-gestire-il-redirect-tra-www-e-non-www/</guid>
		<description><![CDATA[Enforce www. preference è un plugin di WordPress per gestire il reindirizzamento degli utenti alla versione con o senza www. davanti all'url del sito.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2007/05/wordpress-plugin-gestire-il-redirect-tra-www-e-non-www/enforce-www.png" alt="enforce-www.png" width="256" height="96" />Sempre per quanto riguarda la neonata categoria Bookmark vorrei segnalare un plugin di WordPress molto utile: <a href="http://txfx.net/code/wordpress/enforce-www-preference/">Enforce www. preference</a>.</p>
<p>Il suo scopo è semplicemente quello di <strong>gestire correttamente il reindirizzamento dell&#8217;utente tra l&#8217;URL del sito con www e quello senza</strong>. Una volta scelta la versione preferita, ad esempio <a href="http://www.simonecarletti.com">www.simonecarletti.com</a>, tutte le richieste indirizzate a simonecarletti.com verranno automaticamente instradate al primo URL.</p>
<p><span id="more-594"></span>I vantaggi sono</p>
<ul>
<li>evitare contenuti duplicati agli occhi dei motori di ricerca</li>
<li>gestire al meglio la configurazione del sito web</li>
<li>concentrare link in ingresso e quant&#8217;altro ad un unico host</li>
</ul>
<p>E&#8217; possibile ottenere lo stesso risultato via .htaccess o, nel caso di Google, impostando la versione preferita attraverso <a href="http://www.google.com/webmasters/sitemaps">Google Webmaster Tools</a>.</p>
<p>Related posts:<ol>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Situazione attuale del Domain Mapping per i blog</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/</link>
		<comments>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 27 Oct 2006 14:21:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[Hosting / Domini]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[domini]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[sixapart]]></category>
		<category><![CDATA[typepad]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress.com]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.simonecarletti.it/blog/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/</guid>
		<description><![CDATA[Il punto della situazione sullo stato attuale del Domain Mapping per i blog, con tutorial su come eseguire l'associazione di un dominio personalizzato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Eseguire un <strong>domain mapping</strong>, traducibile in italiano come l&#8217;azione di <strong>mappare un dominio</strong>, significa associare ad una risorsa un nome a dominio, affinché quella risorsa possa essere raggiunta da un utente semplicemente digitando l&#8217;indirizzo scelto nel proprio browser o in un programma predisposto alla navigazione internet.</p>
<p>Una delle necessità più frequenti in rete è quella di mappare un indirizzo esistente attraverso un altro dominio. Ad esempio, immaginate di disporre di un blog all&#8217;indirizzo <em>mioblog.blogspot.com</em> che è un sottodominio creato in automatico dalla piattaforma <a href="http://www.blogger.com/">Blogger</a>. Supponendo di disporre di un dominio chiamato <em>www.ilmiodominio.com</em>, possiamo decidere di mappare l&#8217;indirizzo del blog con il nostro dominio così che quando un utente accede all&#8217;URL <em>www.ilmiodominio.com</em> (o un altro qualsiasi a nostra scelta) veda come risultato quello che è disponibile all&#8217;URL mappato.</p>
<p>Per chiarire meglio il concetto tornerò sull&#8217;argomento con altri esempi più avanti.</p>
<p><span id="more-491"></span></p>
<h2>Come avviene un Domain Mapping</h2>
<p>Senza esagerare sul piano tecnico, vediamo <strong>come funziona il mapping di un dominio</strong>.<br />
La situazione iniziale che prenderemo in esame è quella di una risorsa, nel nostro caso un blog, disponibile fisicamente all&#8217;indirizzo <em>mioblog.blogspot.com</em>.<br />
Digitando questa URL nel browser l&#8217;utente visualizza correttamente il contenuto del mio blog. La figura seguente riassume in breve lo schema.</p>
<p><a href="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/mapping-before.gif"><img class="centered" src="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/mapping-before-thumb.gif" alt="mapping-before.gif" /></a></p>
<p>Ipotiziammo che io desideri mappare il dominio con un altro indirizzo.<br />
Se vi state chiedendo il perché, più avanti avrete risposta a questa ed altre domande, pazientate ancora qualche minuto.</p>
<p><strong>Il mio obiettivo è rendere il blog disponibile <em>anche</em> attraverso il mio dominio personale</strong>, da me regolarmente comprato, con indirizzo <em>www.ilmiodominio.com</em>.<br />
La figura seguente illustra il mio obiettivo nonché il risultato del mapping.<br />
Una volta mappato il dominio, la risorsa risulta disponibile sia all&#8217;URL originale, sia al nuovo URL.</p>
<p><a href="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/mapping-add.gif"><img class="centered" src="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/mapping-add-thumb.gif" alt="mapping-add.gif" /></a></p>
<p>In molti casi, soprattutto se ci sono di mezzo utenti e motori di ricerca, il mapping di un dominio non deve in alcun modo alterare il fragile equilibrio che vede relazionati univocamente una risorsa ad un solo URL.<br />
Quindi, per evitare che il nostro blog possa in qualche modo essere raggiungibile attraverso più indirizzi, il mapping dovrà automaticamente indirizzare tutte le richieste al vecchio URL verso il nuovo, attraverso sistema di redirect lato server, tipicamente accompagnati da header HTTP 301 o 302.</p>
<p>Il risultato è riepilogato nella figura seguente. Notare come ora l&#8217;indirizzo <em>mioblog.blogspot.com</em>, sebbene fisicamente ancora attivo, instradi le richieste verso il dominio mappato.</p>
<p><a href="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/mapping-full.gif"><img class="centered" src="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/mapping-full-thumb.gif" alt="mapping-full.gif" /></a></p>
<h2>Come avviene (tecnicamente) un Domain Mapping</h2>
<p>Se non avete mai sentito parlare di DNS, nameserver o domain record e non avete esigenze di dovervi addrentrare in questi dettagli, potete passare tranquillamente alla sezione successiva.<br />
In alternativa, continuando nella lettura, nelle righe seguenti troverete alcune <strong>informazioni puramente tecniche sul funzionamento di un domain mapping</strong>.</p>
<p>Il mapping di un dominio consiste nel mirroring di un indirizzo, ovvero nella sua duplicazione ma solo a livello di gestione dei DNS e non a livello fisico della risorsa collegata all&#8217;URL.<br />
Questo significa che, come le illustrazioni precedenti documentano, la risorsa è una sola e continuerà a restare tale.</p>
<p>Per mappare un indirizzo FROM attraverso un indirizzo TO si utilizza un apposito tipo di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/DNS_server">record DNS</a> chiamato <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/DNS_server#Types_of_DNS_records">CNAME</a>. A differenza del record A, il CNAME (o <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Canonical_name">canonical name</a>) crea un alias di un record DNS esistente ereditandone tutte le caratteristiche.<br />
Il CNAME necessita di un nome per il record, che rappresenta l&#8217;alias con il quale il dominio sarà raggiungibile, ed il dominio completo da clonare.</p>
<p>Tornando al nostro esempio precedente, il l&#8217;alias del CNAME sarà <em>www</em> (non dimentichiamo che si tratta di un CNAME che fa già parte del dominio ilmiodominio.com e che è quindi superfluo oltre che errato dare come valore all&#8217;alias <em>www.ilmiodominio.com</em>) mentre il dominio da clonare <em>mioblog.blogspot.com</em>.<br />
Se avessimo voluto mappare il dominio originario all&#8217;URL <em>nuovoblog.ilmiodominio.com</em> i parametri sarebbero stati semplicemente: alias del CNAME <em>nuovoblog</em>, dominio da clonare <em>mioblog.blogspot.com</em>.<br />
Se ci servisse un mapping completo dovremmo configurare il server che ospita la risorsa in modo tale da <strong>reindirizzare ogni richiesta all&#8217;URL originario verso quello mappato</strong>.</p>
<h2>Quando è necessario il Domain Mapping?</h2>
<p>Cominciamo dalla domanda più semplice&#8230; quando eseguire un domain mapping?<br />
Il domain mapping, di norma, viene eseguito quando <strong>la risorsa principale è disponibile su un server non direttamente gestibile dall&#8217;utente</strong>.</p>
<p>L&#8217;alternativa più semplice al domain mapping è infatti quella di agire sulle configurazioni del server per rispondere a più di un host. Nel caso del nostro blog, non ci è permesso agire direttamente sul server quindi l&#8217;unica alternativa è mappare il dominio come prima descritto.</p>
<h2>Perché eseguire un Domain Mapping?</h2>
<p>Non c&#8217;è una risposta definitiva a questa domanda, ma posso fornire ugualmente qualche consiglio in merito.</p>
<p>Mappare un indirizzo con un dominio personalizzato garantisce la possibilità di <strong>associare il proprio brand al blog rafforzandone il valore</strong>. Parliamoci chiaro, se doveste aprire il blog dell&#8217;azienda Company S.p.A. e doveste scegliere nei risultati di una ricerca tra <em>blog-company.blogspot.com</em> e <em>blog.company.com</em>, quale scegliereste considerando che company.com è il sito dell&#8217;azienda?</p>
<p>Associare un dominio personalizzato ad un blog ne trasferisce, in termini di marketing, popolarità e credibilità ed allo stesso tempo consente di fornire un indirizzo più facile da ricordare.</p>
<h2>La situazione attuale dei servizi per blog</h2>
<h3>Google e Blogger</h3>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3223" title="Blogger Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2006/10/blogger-logo-150x45.png" alt="Blogger Logo" width="150" height="45" />Blogger è stata una delle prime piattaforme per blog a larga diffusione ad introdurre la possibiltià di scegliere un dominio personalizzato per la pubblicazione del proprio blog. Non si tratta, in realtà, di un vero e proprio domain mapping così come è stato descritto in precedenza.</p>
<p>Nel pannello di controllo è possibile scegliere un dominio non *.blogspot.com sul quale la piattaforma eseguirà l&#8217;upload delle pagine statiche. Inseriti i parametri FTP il blog sarà disponibile solo ed esclusivamente all&#8217;indirizzo scelto.</p>
<p><a href="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/blogger-mapping.gif"><img class="centered" src="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/blogger-mapping-thumb.gif" alt="Mapping Blogger" /></a></p>
<h3>TypePad</h3>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3222" title="TypePad Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2006/10/typepad-logo-150x36.png" alt="TypePad Logo" width="150" height="36" />TypePad è una piattaforma per blog professionale sviluppata e gestita da <a href="http://www.six-apart.com/">Six Apart</a>.</p>
<p>Attivando un blog su TypePad viene fornito un quantitativo di banda, spazio web e servizi proporzionale al <a href="http://www.sixapart.com/typepad/pricing">tipo di account</a>. Il Domain Mapping su TypePad è stato <a href="http://www.sixapart.com/typepad/news/2004/03/domain_mapping_3.html">introdotto intorno al 2004</a> ed è ampliamente documentato da <a href="http://support.typepad.com/cgi-bin/typepad.cfg/php/enduser/std_adp.php?p_faqid=539&amp;p_created=1157730686&amp;p_sid=thpvD3li&amp;p_lva=&amp;p_sp=cF9zcmNoPTEmcF9zb3J0X2J5PSZwX2dyaWRzb3J0PSZwX3Jvd19jbnQ9MjcmcF9wcm9kcz0mcF9jYXRzPTAmcF9wdj0mcF9jdj0mcF9wYWdlPTEmcF9zZWFyY2hfdGV4dD1kb21haW4gbWFwcGluZw**&amp;p_li=&amp;p_topview=1">FAQ</a>, <a href="http://support.typepad.com/cgi-bin/typepad.cfg/php/enduser/std_adp.php?p_faqid=99&amp;p_created=1125530201&amp;p_sid=thpvD3li&amp;p_lva=&amp;p_sp=cF9zcmNoPTEmcF9zb3J0X2J5PSZwX2dyaWRzb3J0PSZwX3Jvd19jbnQ9MjcmcF9wcm9kcz0mcF9jYXRzPTAmcF9wdj0mcF9jdj0mcF9wYWdlPTEmcF9zZWFyY2hfdGV4dD1kb21haW4gbWFwcGluZw**&amp;p_li=&amp;p_topview=1">tutorial</a> e <a href="http://support.typepad.com/cgi-bin/typepad.cfg/php/enduser/std_adp.php?p_faqid=100&amp;p_created=1125530290&amp;p_sid=thpvD3li&amp;p_lva=&amp;p_sp=cF9zcmNoPTEmcF9zb3J0X2J5PSZwX2dyaWRzb3J0PSZwX3Jvd19jbnQ9MjcmcF9wcm9kcz0mcF9jYXRzPTAmcF9wdj0mcF9jdj0mcF9wYWdlPTEmcF9zZWFyY2hfdGV4dD1kb21haW4gbWFwcGluZw**&amp;p_li=&amp;p_topview=1">pagine informative</a>. L&#8217;attivazione non si discosta molto da quanto riportato in precedenza, il costo compreso nel piano scelto.</p>
<p>Accedendo al pannello Control Panel &gt; Site Access &gt; Domain Mapping è possibile aggiungere un nuovo dominio da mappare.<br />
Definito il dominio di destinazione è necessario scegliere quale blog/area mappare dopo di che un riepilogo delle configurazioni ci indicherà a quale URL puntare il valore del record CNAME.</p>
<p>Dal pannello di controllo del nostro dominio, non TypePad, impostiamo il record CNAME ed attendiamo il tempo necessario alla propagazione dei DNS.<br />
Attivato il dominio, possiamo selezionare il campo Active corrispondente al nuovo URL dal pannello di TypePad ed attivare il mapping.<br />
TypePad ci avvertirà che è necessario ripubblicare il blog per applicare gli aggiornamenti.</p>
<p>Da questo momento il nostro blog <em>*.typepad.com</em> o <em>*.blogs.com</em> è stato mappato sul dominio indicato.</p>
<p>Prima di continuare, un paio di considerazioni.<br />
TypePad non esegue un mapping completo ma solo parziale, questo significa che comunque il vecchio URL continuerà ad esistere. Personalmente lo trovo una pessima idea, anche considerando che tutti i file di layout punteranno al dominio mappato e l&#8217;originale risulterà del tutto inutilizzabile.</p>
<p>Per questo motivo, <strong>se decidete di mappare un blog su TypePad</strong>, <strong>agite prima di pubblicizzare il vostro blog</strong> o risulterà particolarmente complesso scollarvi dal vostro blog <em>*.typepad.com</em> o <em>*.blogs.com</em>.</p>
<p><a href="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/typepad-mapping.png"><img class="centered" src="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/typepad-mapping-thumb.png" alt="Mapping TypePad" /></a></p>
<h3>WordPress.com</h3>
<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-3179" title="WordPress Logo" src="http://www.simonecarletti.it/blog/wp-content/uploads/2009/01/wordpress-logo-500x310-150x93.png" alt="WordPress Logo" width="150" height="93" />WordPress.com è un servizio gratuito di hosting per blog basato sulla celebre piattaforma WordPress. E&#8217; il più giovane tra i servizi prima elencati ma sta guadagnando rapidamente utenti sia per la popolarità del prodotto su cui si basa, sia per la velocità con la quale Matt ed il suo team stanno implementando nuove funzionalità.</p>
<p>Il <a title="Mapping di domini personalizzati su WordPress.com " href="http://www.rss-world.info/news/2006-10/mapping_wordpress.php">mapping di domini personalizzati su WordPress.com</a> è una novità estremamente recente che si aggiunge ai servizi offerti da WordPress.com.<br />
L&#8217;opzione è disponibile dal menu <em>Options &gt; Domain</em>, a partire dal pannello di controllo utente. Si possono aggiungere illimitati domini ed il costo annuale del servizio è di 15€ se si affida a WordPress.com la registrazione del dominio, 10€ se si desidera esclusivamente mappare un record DNS singolo attraverso l&#8217;uso di un record CNAME come sopra indicato.</p>
<p><a href="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/wordpress-mapping.png"><img class="centered" src="http://www.simonecarletti.com/blog/public/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/wordpress-mapping-thumb.png" alt="Mapping WordPress" /></a></p>
<h2>Conclusioni</h2>
<p>Sebbene ad oggi tutte e tre i più importanti servizi per blog disponibili offrano la possibilità di <strong>associare un dominio personalizzato al proprio blog</strong>, il numero di utenti che effettivamente utilizzano questa funzione è estremamente limitato.</p>
<p>Il costo annuale di un dominio, non più di 15€, e la quantità di informazioni in rete (in ultimo questo post) difficilmente sono la causa principale di questa (mancata) scelta. <strong>Come mai dunque non sfruttare questa fantastica opportunità per brandizzare ulteriormente il proprio blog?</strong></p>
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<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2005/09/domini-registrati-da-google/' rel='bookmark' title='Domini registrati da Google'>Domini registrati da Google</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2005/12/pubblica-il-tuo-blog-su-google-base/' rel='bookmark' title='Pubblica il tuo blog su Google Base'>Pubblica il tuo blog su Google Base</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/10/situazione-attuale-del-domain-mapping-per-i-blog/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Digg: plugin WordPress revenue sharing ed altri articoli</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/09/digg-plugin-wordpress-revenue-sharing-ed-altri-articoli/</link>
		<comments>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/09/digg-plugin-wordpress-revenue-sharing-ed-altri-articoli/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 10 Sep 2006 13:45:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[digg]]></category>
		<category><![CDATA[google adsense]]></category>
		<category><![CDATA[plugin]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnalazione di alcuni articoli su Digg: se li ritenete interessanti... Digg it!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p>Here is a neat little plugin for bloggers that are using WordPress. It&#8217;s a simple sharing system for AdSense. This is a great tool if your blog has several authors besides you and/or you want to pay your co-authors for the traffic and money they generate.</p>
<p><cite><a title="AdSense Sharing Revenue and Earnings System for WordPress" href="http://digg.com/programming/AdSense_Sharing_Revenue_and_Earnings_System_for_WordPress/">JoshHendo</a></cite></p></blockquote>
<p>Appena trovato su Digg! <span style="text-decoration: line-through;">(ne approfitto per provare il sistema di blogging di un articolo direttamente da Digg)</span> ci vuole un miracolo per usarlo! Se vi piace, <strong>Digg it</strong>!</p>
<p><span id="more-463"></span>Molto interessante, un plugin per WordPress che permette di condividere i guadagni di un blog in modo proporzionale tra tutti gli autori. Un sistema simile lo adotta, ad esempio, il forum <a href="http://forums.digitalpoint.com/">DigitalPoints</a> che permette agli utenti di guadagnare con Ad Sense nei post in cui intervengono.</p>
<p>A proposito di Digg, due miei articoli recenti.</p>
<ol>
<li><a title="APIComments: A PHP class for co.mments API" href="http://digg.com/programming/APIComments_A_PHP_class_for_co_mments_API">APIComments: A PHP class for co.mments API</a>. Una libreria PHP per sfruttare le API di co.mments.</li>
<li><a title="How to add Rmail as a choice in Firefox 2.0" href="http://digg.com/software/How_to_add_Rmail_as_a_choice_in_Firefox_2_0">How to add Rmail as a choice in Firefox 2.0</a>. Descrive come impostare un nuovo aggregatore tra le scelte proposte dalle impostazioni del nuovo Firefox 2.0. Segnalato da <a title="How to add Rmail as a choice in Firefox 2.0" href="http://www.r-mail.org/blog/?guid=20060909084437">Randy Morin</a> e <a href="http://digg.com/users/asadotzler/dugg">votato</a> anche da <a title="Asa Dotzler" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Asa_Dotzler">Asa Dotzler</a>.</li>
</ol>
<p>Se li ritenete interessanti, Digg it!</p>
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<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2006/08/wordpress-plugin-wordpress-matematica-no-spam/' rel='bookmark' title='WordPress Plugin: WordPress + Matematica = no SPAM'>WordPress Plugin: WordPress + Matematica = no SPAM</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2005/10/wordpress-plugin-sitemap-con-wordpress/' rel='bookmark' title='WordPress Plugin: Sitemap con WordPress'>WordPress Plugin: Sitemap con WordPress</a></li>
<li><a href='http://www.simonecarletti.it/blog/2007/05/wordpress-plugin-gestire-il-redirect-tra-www-e-non-www/' rel='bookmark' title='WordPress Plugin: gestire il redirect tra www e non www'>WordPress Plugin: gestire il redirect tra www e non www</a></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>SEO Contest? Non su WordPress.com</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/09/seo-contest-non-su-wordpresscom/</link>
		<comments>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/09/seo-contest-non-su-wordpresscom/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 02 Sep 2006 14:44:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress.com]]></category>

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		<description><![CDATA[Matt dice no definitivamente ai blog creati su WordPress.com con scopi alternativi, come ad esempio guadagnare ranking con attività SEO.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Matt è stato <a href="http://wordpress.com/blog/2006/09/01/seo-contests/">tanto sintetico quanto chiaro</a>: con la frase <em>WordPress.com is about blogging</em> mette una pietra sopra al fenomeno dei blog creati con il solo scopo di guadagnare posizioni o popolarità per progetti SEO.</p>
<p>Tutti i blog individuati con tale scopo, assicura Matt, verranno rimossi incondizionatamente da WordPress.com.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>CNET presenta un video per installare WordPress</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/08/cnet-presenta-un-video-per-installare-wordpress/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Aug 2006 13:39:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cnet]]></category>
		<category><![CDATA[tutorial]]></category>
		<category><![CDATA[Video]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[Un video in inglese con istruzioni per installare e configurare WordPress.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CNET ha pubblicato un video chiamato <a href="http://reviews.cnet.com/Install_a_WordPress_blog/4660-10165_7-6626809.html">Install a WordPress blog</a>, un filmato di 5 minuti dove viene mostrato in breve come creare un blog WordPress e quali sono i requisiti. Il video è in inglese.</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>WordPress Plugin: WordPress + Matematica = no SPAM</title>
		<link>http://www.simonecarletti.it/blog/2006/08/wordpress-plugin-wordpress-matematica-no-spam/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Aug 2006 13:39:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Carletti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[antispam]]></category>
		<category><![CDATA[matematica]]></category>
		<category><![CDATA[plugin]]></category>
		<category><![CDATA[spam]]></category>
		<category><![CDATA[wordpress]]></category>

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		<description><![CDATA[La matematica può aiutare Wordpress a filtrare i commenti di SPAM.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se siete a caccia di un plugin antispam per WordPress e Akismet (che è un ottimo prodotto) non vi garantisce i risultati che vorreste, allora potete ricorrere alla matematica. Steven Harod ha creato un <a href="http://www.herod.net/dypm/">plugin</a> chiamato <strong>Did You Pass Math?</strong>. Per pubblicare il commento l&#8217;utente deve rispondere ad un semplice quesito matematico, come ad esempio quanto fa 3 più 2</p>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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